Il Mondo di Camille de Paperabbelle è giunto alla terza edizione
Il Mondo di Camille de Paperabbelle è giunto alla terza edizione: un grande successo con copie vendute in tutto il mondo.
Che bello leggere il libro “Il Mondo di Camille de Paperabbelle”, autori Andrea Salvatore & Lu Caggette (pseudonimo di Pietro Ottobrini), ambientato in Torricella Peligna. Borgo meraviglioso dell’Alta Valle Aventino, fin dal dopoguerra è definito “Paese di villeggiatura” per le sue stupende bellezze naturali e per un patrimonio economico e culturale ragguardevole.
Gli autori, però, ne mostrano il volto umano e uno dei tanti aspetti sociali, luogo comune per tanti paesi, attraverso un personaggio originale, a volte introverso, altre semplice, filosofo popolare, dotato di una sua filosofia di vita.
Il Mondo di Camille de Paperabbelle di Andrea Salvatore & Lu Caggette (pseudonimo di Pietro Ottobrini) è giunto alla terza edizione
Il libro rappresenta un viaggio nell’anima di Camille de Paperabelle. Una vera messa a nudo di tutti i suoi sentimenti umani e di tutto il suo mondo personale unico ed irripetibile.
Qualcuno lo defininiva in maniera sbagliata scemo (perché proprio scemo non era), ma anche dotato di intelligenza e di ingenua furbizia.
Oggetto di attenzioni e scherzi anche cattivi, sapeva rispondere a modo suo a tutto ciò che la vita gli poteva prospettare.
Il lettore sfoglia e legge avidamente “Il Mondo di Camille de Paperabbelle” apprezzandone le pagine ricche di stupende e precise descrizioni ambientali e, spesso, di tante antiche tradizioni popolari, molte delle quali, oggi, cadute in disuso, ma sempre interessanti.
Il libro
Il libro evidenzia una grande conoscenza di usi, costumi e avvenimenti locali, spesso le sue pagine raggiungono un grande lirismo e provocano una viva partecipazione alla narrativa piena di ogni sentimento umano.
Proprio i sentimenti rappresentano la linfa vitale del libro: gioie, dolori, ilarità, reazioni a volte quasi rabbiose, ricerca di piccoli e curiosi trionfi, felicità, euforia, delusioni, dolori, soddisfazione, risentimenti, inquietudine, sospetti, qualche leggera vena di tristezza, un mondo unico ed irripetibile “Il Momdo di Camille de Paperabbelle”.
Camille sapeva risolvere molte situazioni a suo favore in modo personale ed originale.
Prova ne sia che la sua intelligenza lo portò a impiantare “una sberla di antenna radio, come una gigantesca ragnatela, saldamente ancorata a quattro parti, più grande e potente di quella che si vede nelle reminiscenze cinematografiche della spedizione di Nobile al Polo Nord”, come dice il libro.
Con quella stazione radio riusciva con professionalità a parlare con tanti radioamatori con la sigla AZ-1 di Torricella Peligna degli argomenti più vari.
Un personaggio unico ed irripetibile
Un personaggio unico ed irripetibile, che, purtroppo scomparve tragicamente.
Il libro alterna anche descrizioni della Torricella Peligna del dopoguerra, con la presenza di lutti, macerie, miseria e tanti problemi sociali. Fra essi l’emigrazione, ma con una popolazione dotata di tanta caparbietà ed energia che fece rinascere il paese più bello di prima.
Bella anche la descrizione della “cantina”, l’osteria trasformata in un vero e proprio centro culturale, in cui si parla e si discute di tutto, fra un bicchiere di vino e l’altro.
E che dire poi delle “usanze” locali? Il loro racconto non desta solo curiosità nel lettore, ma soprattutto apprezzamento per la dovizia di particolari.
Belli ed interessanti anche i nove quadretti narrativi prima delle fotografie finali del libro.
Un libro che merita una attenta ed avida lettura e che lascio alla curiosità dei lettori poiché in esso risulta racchiuso un mondo in cui i più anziani possono trovare una parte di se stesso.
Un messaggio anche per i giovani che da queste pagine potranno apprezzare anche i cambiamenti della vita sociale, le conquiste fatte, la rinascita di Torricella Peligna e della stessa Italia dalle tragedie e dalle barbarie tedesche dell’ultima guerra, insieme al meraviglioso mondo di Camille de Paperabbelle.
Abbiamo raggiunto Pietro Ottobrini (in arte “Lu Caggette”) coautore insieme a Andrea Salvatore del libro “Il mondo di Camille de Paperabbelle”. Ci ha concesso la seguente intervista.

Intervista a Pietro Ottobrini (in arte “Lu Caggette”) coautore insieme a Andrea Salvatore del libro
Come è nata l’idea di scrivere il libro “Il Mondo di Camille de Paperabbelle”?
Per me rappresenta quasi una richiesta di perdono a Camille perché da ragazzo gli ho fatto parecchi scherzi, due dei quali descritti anche nel libro. Il più cattivo fu quando gli versai addosso un grande recipiente d’acqua da sopra un balcone, bagnandolo completamente. Questo perché lui aveva paura dell’acqua poiché da piccolo stava annegando durante l’abbeverata delle pecore e fu salvato per miracolo dai genitori. Da allora aveva la fobia dell’acqua e si lavava raramente. Era considerato lo scemo del paese ma poi non lo era proprio, perché dotato di una intelligenza personale.
Quale riscontro ha avuto il libro?
Siamo già alla terza edizione, me lo hanno chiesto da ogni parte del mondo, dagli Stati Uniti, dal Canada, dall’Australia ecc. cittadini torricellani e no emigrati. Con questi moderni mezzi di comunicazione hanno saputo la notizia e mi hanno tempestato di telefonate e richieste, per cui è stato stampato tre volte. Devo precisare che gli introiti della vendita sono sati destinati tutti alla Sezione AVIS di Torricella Peligna. Persone che hanno avuto il libro hanno inviato alla stessa sezione offerte anche superiori al costo di stampa perché sulla copertina non esiste il prezzo.
C puoi dare qualche informazioni su Andrea Salvatore, l’altro coautore?
Andrea Salvatore è un ragazzo di Montenerodomo che ha scritto il libro “Delitto a Piazza Barbolani” lui è stato il traduttore perché io avevo fatto una bozza in dialetto, poi mi sono chiesto “ma chi può capire il dialetto torricellano?” Ho lasciato solo qualche battuta perché rende più l’idea del nostro vernacolo.
Come è nata questa collaborazione?
Ci siamo conosciuti a Colledimacine quando ha presentato il suo libro “Delitto a Piazza Barbolani” e così, dopo la presentazione, la sera, fra una chiacchierata e l’altra, gli ho parlato della mia bozza e gli ho chiesto “Lo vuoi tradurre in italiano?” Lui mi rispose subito si. ci proveremo insieme”. Abbiamo lavorato,, infatti, in collaborazione per quasi un anno, perché non era semplice:, un racconto a settimana, io leggevo e lui traduceva.
Secondo te qual è il racconto più bello?
E’ difficile, anzi impossibile dirlo: lascio giudicare ai lettori.
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