Concerto di Fabrizio Moro Francavilla al Mare 12 agosto 21

Concerto di Fabrizio Moro Francavilla al Mare 12 agosto 21

Grande successo per il concerto di Fabrizio Moro all’Arena del Mare di Francavilla ( CH )

Francavilla al Mare ( CH ), lì 13 agosto 2021 – Il racconto del concerto di Fabrizio Moro tenutosi ieri 12 agosto.


Successo annunciato per Fabrizio Moro che si è esibito a Francavilla al Mare: il cantante ha fatto tappa in Abruzzo per la date del suo “Canzoni nella Stanza – Percorso Unplugged 2021”; il cantante romano sta, infatti, girando l’Italia presentando i brani del suo repertorio in versione intima e acustica.


Fabrizio Mobrici, questo il suo nome all’anagrafe, si è esibito nel suggestivo scenario dell’Arena del Mare di Francavilla al Mare, nell’ambito dell’Italia Pop Festival. Di seguito vi proponiamo il nostro report della serata.

 

La “Band” di Fabrizio Moro

Ad accompagnare il cantante romano sul palco: Danilo Molinari (chitarra) ed anche Claudio Junior Bielli (pianoforte). Fabrizio Moro nel corso del concerto di ieri, 12 agosto 2021, ha ripercorso la sua carriera, alternando grandi successi a canzoni che non suonava da tanto tempo dal vivo. Due chitarre ed un pianoforte; ma anche una bottiglia di buon vino, un posacenere e… le canzoni in questa dimensione acustica, senza troppi fronzoli.

 

Scaletta del concerto di Fabrizio Moro a Francavilla al Mare presso l’Arena del Mare

Si parte! Il pubblico subito canta e batte le mani su “Libero”.

Le canzoni durante il concerto andranno quasi a diventare un unico grande flusso, inframmezzate solo dai discorsi di Fabrizio Moro; non ci sono barriere tra palco e parterre, neanche tra l’artista ed il pubblico, così Mobrici si racconta attingendo dalla memoria simpatici aneddoti e squarci di vita.

Partono in sequenza “Domani” e “Melodia di Giugno”, poi la conosciutissima “Eppure mi hai cambiato la vita” cantata all’unisono dai fan; Fabrizio Moro li saluta con un caloroso “Ciao grandi!”, li ringrazia di cuore per la loro presenza al concerto in un momento così difficile. Spiega, dunque, come questo sia un tour particolare; è la prima volta che non lo affianca una vera e propria band, ma solo due musicisti con i quali riporta le canzoni al loro stato primordiale.

 

Nun c’ho niente di Fabrizio Moro

Mentre cercava di mettere insieme la scaletta per questa serie di concerti Fabrizio Moro ha composto la canzone che va ad eseguire, “Nun c’ho niente”, non prima di aver brindato alla salute di tutti i presenti.

Spiega, poi, quanto sia importante il suono delle parole e lo fa proponendo l’inizio del brano in italiano continuando in romano. È poi la volta della canzone “Il senso di ogni cosa”.

Moro spiega come molte delle sue canzoni nascano nella stanza e ce n’è una che ha dedicato a se stesso: per l’occasione chiede al tecnico si spegnere le luci perché gli piace la luce del mare e così canta “Per me” alla quale fa seguito “La felicità”.

È però “L’Eternità”, uno dei suoi maggiori successi, a colpire al cuore i presenti che cantano insieme a lui.

 

Fabrizio Moro a Rebibbia

Fabrizio Moro racconta dell’esperienza vissuta diversi anni fa quando girò un documentario dentro il carcere di Rebibbia: i carcerati gli hanno insegnato principalmente due cose, il valore della parola “libertà” e il respirare. Le sue parole fanno da introduzione a “Respiro”.

È il momento di “Non mi avete fatto niente”, canzone con la quale Moro ha trionfato al Festival di Sanremo in coppia con Ermal Meta nel 2018. Il flusso di brani va avanti con “Ho bisogno di credere” e “Giocattoli”.

“Sangue nella neve” è da brividi nella versione piano e voce.

È però “Acqua” il momento più emozionante della serata. C’è poi spazio anche per “Ognuno ha quel che si merita”.

Moro spiega poi come per lui sia diventato difficile ricordare i testi delle sue canzoni dopo tanti anni ed ecco dunque la presenza dei monitor davanti a lui. Un’altra parte della sua vita è testimoniata sicuramente da “Pensa”, brano finito sui testi di scuola e questo Moro lo sottolinea con orgoglio, visto che non ha mai avuto la possibilità di andare oltre la terza media.

 

Borsellino ispira Fabrizio Moro

Parla anche della grandezza di un uomo come Borsellino. All’epoca il cantante stava attraversando un periodo particolare che lo teneva un po’ lontano dalla socialità; dunque affittava, da grande appassionato del cinema, spessissimo film. Una sera prese proprio quello sulla vita di Borsellino e, dunque, se quella sera non lo avesse fatto forse non sarebbe stato di fronte ad un pubblico a cantare; anzi non ci sarebbe stato un pubblico: alle volte il destino influisce sui passi della vita di una persona, come successo nel suo caso quando scrisse proprio “Pensa”. La versione acustica cantata sul palco di Francavilla al Mare è una vera perla.

 

Beppe Fiorello, il produttore di Fabrizio Moro e quel ritornello rimasto “chiuso”

Anche “Sono solo parole” viene introdotta da un racconto su come nacque la canzone e di come quel ritornello fosse rimasto chiuso per tanto tempo in un cassetto (aveva un ritmo molto tirato) prima dell’incontro con Beppe Fiorello che gli disse di una sceneggiatura per un film. Dopo il prezioso suggerimento del suo produttore attaccò proprio quel ritornello al testo costruito per la canzone,
adattandone la velocità e modificando qualcosa.

Si va avanti con “21 Anni” e “Filo d’erba”, quest’ultima scritta per il figlio nel quale il cantautore vede “un piccolo Moro” con la bellezza che lo circonda, ma è conscio anche del fatto che lo stesso figlio sia ignaro del marcio e della cattiveria che c’è nel mondo di oggi.

 

Il pubblico: “Portami via”, Fabrizio Moro: “Non vi conviene”

Dalla platea si alzano le voci di un gruppo di ragazze che invitano Fabrizio a portarle via… arriva, dunque, l’immediata, simpatica, risposta del cantante. Prima una pausa per sviare il pubblico, poi arriva l’attesissima “Portami via”, che strappa applausi a scena aperta.

Moro invita il suo tecnico a spegnere di nuovo le luci per la trascinante “Parole Rumore e Giorni”.

Dopo la presentazione dei due musicisti che lo accompagnano, Danilo Molinari e Claudio Junior Bielli , è “Pace” a chiudere un concerto denso di emozioni.

Fabrizio Moro si è mostrato decisamente a suo agio in questa veste acustica che ne ha ribadito il talento di cantautore dalla grande anima passionale.

 

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