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Montorio al Vomano: convegno 21 gennaio 2023

Montorio al Vomano: convegno 21 gennaio 2023 sulle aree interne.

La Caritas di Teramo – Atri ha aperto oggi l’Anno Berardiano con un convegno sulle aree interne, tenuto nel  Convento degli Zoccolanti di Montorio al Vomano.

Con questa prima iniziativa parte l’anno Giubilare di San Berardo, patrono della Diocesi di Teramo-Atri.

La Caritas diocesana organizza e promuove studi, analisi ed incontri con gli amministratori locali finalizzati al rilancio delle aree interne della diocesi.

Montorio al Vomano: convegno 21 gennaio 2023 sulle aree interne – i temi affrontati

L’incontro ha come tema (Ri)Abitare il futuro una argomento sempre più di attualità, non solo per il territorio diocesano ma anche per l’intero Abruzzo.

Al convegno hanno partecipato numerosi sindaci del territorio, autorità locali, il nuovo Commissario straordinario alla ricostruzione post sisma 2016, Guido Castelli, e il Rettore dell’Università di Teramo, Dino Mastrocola.

Moderatori Don Enzo Manes, direttore Caritas, insieme alla vice direttrice, Anna D’Eustacchio.

La nostra regione ha numerosi piccoli Comuni nelle sue aree interne, con tanti problemi, spesso collegati alla loro sopravvivenza.

Infatti dal nostro primo dopoguerra l’emigrazione e il lento ed inesorabile spopolamento delle zone interne ha rappresentato uno dei fenomeni più tristi e dannosi all’economia di tanti Comuni abruzzesi.

Queste zone hanno bisogno innanzitutto di infrastrutture, di servizi, di continua cura ed attenzione per la soluzione delle numerose tematiche in esse esistenti.

Oggi più che mai bisogna favorire il “riabitare” molti centri in cui le unità immobiliari abitative risultano abbandonate o abitate per pochi mesi in un anno, quando gli abitanti del posto tornano nei loro luoghi d’origine.

Le popolazioni che ancora vivono attaccate con amore e passione al proprio territorio riescono ancora a sopravvivervi per l’indomito amore e l’antica fede per le proprie origini.

I giovani

I giovani cercano di inventarsi nuove attività, tentando di valorizzare il territorio e le risorse sociali, culturali ed economiche che esso offre: spesso tesori inestimabili e poco noti.

Paesi ricchi di potenzialità artigianali, agro-alimentari, rurali, patrimoni culturali che rappresentano beni comuni fruibili e da valorizzare soprattutto sotto profilo turistico.

I piccoli comuni, l’entroterra le ricchezze, i monumenti, le chiese, i castelli e le bellezze ambientali rappresentano beni comuni che debbono essere tutelati e considerati come base di un rilancio socio-economico e culturale.

Gli abitanti dell’entroterra hanno la funzione di presidio del territorio e della loro tutela e governance  anche sotto il profilo idrogeologico.

E poi l’immenso patrimonio di cultura, tradizioni, costumi che non rappresentano solo una eredità del passato.

Bisogna studiarne i problemi e costruire nuove proposte atte a risolverli per il progresso dell’entroterra.

Le dichiarazioni del Senatore Guido Castelli 

Il Senatore Guido Castelli ha sottolineato:

“Non c’è ricostruzione possibile senza riparare e rivitalizzare il tessuto sociale profondo di questi territori: le imprese, la cooperazione, volontariato. In Abruzzo non è stata alzata bandiera bianca, non c’è rassegnazione, Occorre intercettare una vitalità che è presente. Due sono però le precondizioni per un rilancio di queste realtà che sono l’ossatura della nostra identità nazionale: il tema delle famiglie e della possibilità di mettere al mondo figli, tema che deve essere orizzontale a tutte le altre politiche, e quello della terza età perché se da una parte si nasce meno, dall’altra si vive più a lungo. Questi borghi allora devono avere strutture tali da esaltare la domiciliarità per le persone anziane. Serve un’attitudine antropologica a farsi prossimi. Senza cìò non esiste ricostruzione possibile. Con questa chiamata all’impegno da parte di Monsignor Leuzzi a tutta la comunità non si poteva trovare modo migliore per iniziare l’Anno Berardiano”.

Le dichiarazioni del Rettore dell’Università di Teramo, il Professore Dino Mastrocola

Il Rettore dell’Università di Teramo, il Professore Dino Mastrocola, ha dichiarato:

“Nelle quattro regioni colpite dal sisma 2016 – ha ricordato il Magnifico Rettore – sono nati quattro centri di ricerca. Tra questi, insieme a quelli di Camerino, Perugia e Rieti, vi è quello sull’agroalimentare di Teramo. L’università, nel suo ruolo di prossimità, si conferma quindi baluardo e presidio economico tra i più importanti dei territori interni. Agroalimentare e turismo, nello specifico, sono due chiavi di volta per il futuro della nostra area. Il nuovo corso in Diritto dell’Ambiente dell’Università di Teramo è unico a livello nazionale e ci aspettiamo interesse verso questa proposta formativa. Altro elemento decisivo per la crescita è l’inclusione: nell’ateneo teramano daremo l’opportunità a persone disabili, che non hanno conseguito il diploma, di iscriversi per conseguire un attestato di frequenza”.

Le dichiarazioni del Vescovo Lorenzo Leuzzi 

Il Vescovo Lorenzo Leuzzi ha delineato in conclusione il senso complessivo di questa iniziativa fortemente voluta come primo passo del lungo cammino dell’Anno Berardiano:

In un mondo globalizzato l’appartenenza territoriale a comunità è importante. Solo a partire da questo senso di appartenenza è possibile valorizzare e aiutare i giovani talenti. Quelli lontani a sentirsi parte di una comunità locale. Quelli che decidono di restare nei luoghi d’origine ad aiutarli a comprendere che la loro permanenza non è una scelta di marginalità ma è una scelta importante per la costruzione di tutta la società. Dunque la chiave per il futuro delle aree interne è coniugare appartenenza e senso di globalità”.

 

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