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Notte Gialla 2021 a Chieti Scalo

Intervista a Emanuele La Plebe, Direttore artistico degli Eventi Scalini: “La Notte Gialla 2021 a Chieti Scalo è stata un successo”.

Chieti Scalo: Notte Gialla 18 settembre 2021

La Notte Gialla a Chieti Scalo lo scorso 18 settembre è stata un grandissimo successo di pubblico.

Il clou della serata è stato il concerto di Nek.

Dopo tanti anni un grande evento è tornato dunque ad animare la parte bassa del capoluogo teatino: è stata una scommessa vinta da Emanuele La Plebe, Direttore Artistico degli Eventi Scalini, e dall’Amministrazione del Comune di Chieti che hanno creduto fortemente in un evento andato in scena in piena sicurezza nel massimo rispetto delle normative anti covid-19.

Soddisfatti anche i commercianti e i proprietari dei locali tornati così a lavorare al meglio e fare incassi importanti dopo il buio periodo passato durante l’ultimo anno e mezzo di pandemia.

Ne abbiamo parlato proprio con Emanuele La Plebe a circa venti giorni da questo strepitoso risultato di pubblico.

 

Intervista a Emanuele La Plebe 

– Dopo tanto tempo un grande evento a Chieti Scalo: come sono stati organizzati gli Eventi Scalini ed in particolare la Notte Gialla 2021?

“L’idea di fare un grande evento e quindi di una Notte Gialla a Chieti Scalo era stata palesata già durante la scorsa campagna elettorale: non avevamo il nome ovviamente ma se ne parlava.

Stavamo cercando di dare una caratterizzazione ed un’identità con un colore come si fa a Rimini o in altre città. Abbiamo trovato così il nome ad inizio estate, ma lo scenario in quel preciso momento era diverso: non c’era il Green Pass obbligatorio per gli eventi e soprattutto si sperava di avere in agosto una situazione ancora migliore di quella che c’era a giugno.Pensavamo che le cose sarebbero state decisamente diverse da quelle che poi sono diventate in corsa. Così non è stato: nel corso dell’estate quello che ci poteva sembrare un evento libero come quelli che eravamo abituati a vedere qualche anno fa è diventato tutta un’altra cosa. Ci siamo cioè dovuti adeguare a quello che nel frattempo stava cambiando. A luglio ci siamo resi conto di dover mettere su un evento vedevamo cambiare completamente sotto i nostri occhi e dunque ripensare e riprogettare la cosa in corsa. La questura ad esempio ci consigliava di fare eventi non nella zona centrale ma in quella dell’Antistadio: in questo modo però non sarebbe più una Notte Gialla. Non volevamo solo fare un concerto, ma c’era il forte desiderio di rivitalizzare un po’ tutta la parte centrale con bar, locali e attività commerciali. Abbiamo voluto tener duro sulla linea di fare il tutto al centro di Chieti Scalo, ma allo stesso tempo purtroppo organizzare una sorta di bolla. Non c’era alternativa.

La maggiore difficoltà nell’organizzazione  dunque è stato proprio il cambio del progetto in corsa.

Qualcuno ha polemizzato per come abbiamo messo su la cosa con gli ormai famosi teloni, ma il problema è stato rappresentata dalla situazione. Alla fine le persone hanno visto lo stesso il concerto: si sono ammassate, ci sono stati purtroppo assembramenti e tutto il lavoro di prevenzione fatto anche dalla Prefettura non è andato come avrebbe dovuto. Posso solo immaginare come sarebbero andate le cose se non ci fossero state quelle barriere! Non mi piacciono le forme di sbarramento però, per come siamo abituati a comportarci un po’ tutti, le autorità sono costrette a crearle: non abbiamo la cultura adatta per riuscire a gestirci”.  

 

– Come mai la scelta dell’artista da far esibire è caduta proprio su Nek? Come ci siete arrivati?

 “Fra gli artisti che ci sono stati proposti Nek ci è sembrato da subito quello che ci ha messo tutti d’accordo. Il live era acustico, tutto un altro tipo di produzione rispetto a quello con un’intera band. Tenendo conto del momento storico nel quale stiamo ancora ripartendo con gli eventi e del fatto che molti artisti hanno optato proprio per questa situazione acustica, fra tutti Nek ci è sembrato il più adatto: in acustico sa rendere al meglio perché canta e suona alla grande, eravamo sicuri che avrebbe retto benissimo un’ora e mezzo in acustico. Lui è sì Pop, ma non nel senso classico del termine: è un artista completo”.

 

– Ti saresti mai aspettato una simile risposta di pubblico dalla città?

 “Eravamo sicuri di fare un grande risultato quando abbiamo ideato il progetto. La sicurezza si è trasformata in preoccupazione però quando abbiamo cominciato a sentire parlare di Green Pass e tutto ciò che significava: non riuscivo ad immaginare come effettivamente avrebbe reagito la gente a questa situazione di bolla. Abbiamo lavorato per cercare di fare il massimo anche per le strade: la Questura inizialmente ci aveva detto di fare solo su Piazzale Marconi e non all’interno delle strade limitrofe. Su questo mi sono battuto personalmente perché ho fatto capire che, se non avessimo previsto dei punti musica o attrazione sulle strade, non avrebbe avuto motivo di esistere l’isola pedonale e il fatto che i negozi fossero aperti. Ho fatto notare anche che i locali e i negozi in quel modo non avrebbero ottenuto poi ciò che è stato il risultato finale. Mi sono occupato dell’allestimento delle strade e questo mi ha dato ragione: c’era la preoccupazione di spezzare in due la città con la bolla non creando così il flusso di gente, ma ciò non è successo. I locali e negozi hanno lavorato tanto e sono felice di questo”. 

 

– C’è stata tanta gente anche agli eventi paralleli al concerto di Nek, un bel risultato…

 “Sono rimasti molto soddisfatti i proprietari di locali ed i commercianti che hanno avuto questo tipo di eventi, ma anche i gruppi della risposta delle persone. Qualche locale ha disertato il punto musica e qualche altro non ha nemmeno aperto, ma poi se n’è pentito. Il rappresentante delle strade ha lavorato con me per ricreare quell’entusiasmo che nel corso degli anni si era spento: chi non ci ha creduto ha forse sbagliato pentendosi perché un movimento così non se lo aspettavano in molti. Davano per sicuro flop questa Notte Gialla, invece è stata un bel successo. Dobbiamo ovviamente sperare che il prossimo anno non ci sia più la bolla e che si possa vivere questo evento serenamente. Chiudiamo per un attimo gli occhi e proviamo a pensare il concerto di Nek con un’isola pedonale che magari arrivasse anche nelle altre zone della città, sarebbe stata favoloso. L’avevo pensata infatti in modo totalmente diverso: avevo depositato un progetto nel quale c’erano due chilometri e cento metri di strada chiusa con tredici punti musica. Da questo poi, settimana dopo settimana,  abbiamo tutti insieme dovuto ridimensionare il tutto per ovvi motivi dovuti alle norme anti covid-19. Avremmo coinvolto tante attività partendo nel chiudere Via San Francesco D’Assisi e la Tiburtina , per arrivare alla zona della stazione. Ci sarebbero state tante atre cose che abbiamo dovuto purtroppo eliminare adattando il tutto alla situazione finale che si è poi vista che però è stata ridimensionata rispetto all’idea iniziale. Siamo comunque andati dritti verso la meta ed il risultato finale ci ha dato ragione”.

 

–  Perché la scelta del giallo come colore simbolo degli eventi 2021 a Chieti Scalo?

“Il bianco è usato dovunque per questo tipo di manifestazione. Nel logo della nostra notte c’è un sole quindi la notte con la luce, la luce di notte, il giorno che non finisce, la notte piena di vita.

Poi c’è “In the sunshine” cioè nella luce del sole. È una sorta di simbolo di rinascita e voglia di vivere: il sole è il desiderio di vita. Dopo tanto buio arriva la luce.

Il giallo è un colore bello perché nelle strade i palloncini gialli hanno dato il loro effetto con le magliette e cappelli. L’anno prossimo spero che i commercianti possano capire che su questo aspetto si può fare anche merchandising facendo diventare il giallo un elemento attrattivo”.

 

– La Notte Gialla 2021 a Chieti Scalo è stata una scommessa, un nuovo inizio per ripartire…

“Bisognava ridare entusiasmo e motivazioni che si erano persi negli anni scorsi. Tutto ciò che era stato costruito in precedenza era venuto a mancare e abbiamo dovuto ricominciare da capo: strade disgregate, commercianti avviliti e attività cambiate, abbiamo trovato un vero disastro. Ora siamo ripartiti!”

 

Chieti è stata una città molto viva durante l’estate da poco finita. Come siete riusciti a portare di nuovo eventi sia nella parte alta che allo Scalo come si faceva anni fa?

“È stato merito dell’Amministrazione che ha subito individuato dei soggetti da responsabilizzare per organizzare tutte le parti della città. Ricordo una riunione che facemmo in Comune prima dell’estate nella quale ci dicemmo di occuparci ognuno delle aree della città e dei mesi da riempire con gli eventi. Io mi sono preso l’onere di occuparmi dello Scalo e di organizzare non solo a Piazzale Marconi, ma anche dislocando le manifestazioni in altri quartieri. Quando sono andato dal parroco a Brecciarola o San Martino con i rappresentanti che di solito organizzavano le feste loro erano tutti increduli sul fatto che il Comune volesse coinvolgere altre parti della città oltre a quelle centrali. È stato un esperimento che avevamo promesso di fare durante la campagna elettorale di Paolo De Cesare: io lo avevo scritto nei programmi parlando anche di Notte Gialla, abbiamo insieme fatto quello che avevamo promesso. Paolo essendo vice sindaco e Assessore alle Manifestazioni ha iniziato subito a lavorare su quanto ci eravamo prefissi. Portare degli eventi a Brecciarola o San Martino è stato quasi più rilevante di Nek al centro di Chieti Scalo perché era quasi un’impresa dislocare. Personalmente sto cercando di capire come fare per abbracciare altre zone come Madonna delle Piane che ormai è una parte importantissima della città con l’università, la stazione e tante attività. Anche lì dobbiamo pensare di fare qualcosa”.

 

– La sfida per l’anno prossimo sarà dunque allargare ulteriormente il raggio di azione per l’organizzazione di eventi, vero?

“Assolutamente! Si dovrà percorrere quanto iniziato quest’anno cercando di rafforzare il concetto: abbracciare tutta la città con gli eventi. In questa estate 2021 non ne abbiamo fatti tanti numericamente per via del covid-19: preferisco fare meno eventi in più parti della città che non un carrozzone di cose inserite tutte nella zona della stazione”.

 

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