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Oggi Primo maggio è la Festa dei Lavoratori

Oggi Primo Maggio è la Festa dei Lavoratori.

Il primo maggio è la Festa dei Lavoratori, la Chiesa celebra San Giuseppe lavoratore.

Questa data ha un collegamento con le grandi lotte sindacali e, soprattutto, con la conquista del diritto alle otto ore di lavoro giornaliero dei lavoratori.

Oggi Primo maggio è la Festa dei Lavoratori – le origini

Le sue origini arrivano dall’America da Chicago (Illinois) dall’anno 1867. Da allora la festa del primo maggio si diffuse in tutto il mondo. In Italia si celebrò per la prima volta il 1923, abolita successivamente e collegata al 21 aprile dal governo fascista con “I Natali di Roma”.

Nel 1945, in un’Italia dilaniata dalle rovine della guerra, tornò la sua celebrazione ad opera del sindacato.

Da allora, puntualmente, i lavoratori considerano questo giorno come sacro. Oggi per la pandemia in atto e per l’alto tasso di disoccupazione, il primo maggio ha tuttavia una celebrazione in tono minore.

Le folle a Roma

Ricordiamo la folla oceanica a piazzale San Giovanni in Laterano di Roma dove confluivano i cortei dei lavoratori da diverse direzioni. Quisi tenevano i comizi dei sindacalisti che inneggiavano al lavoro e al rispetto dei diritti dei lavoratori.

Successivamente il primo maggio diventò anche la festa dei giovani lavoratori con i diversi concerti e, naturalmente, anche con i discorsi delle principali organizzazioni sindacali.

Una festa del diritto al lavoro, dunque, sancito dalla nostra Costituzione Repubblicana.

Quest’anno

Quest’anno, con le dovute cautele e l’osservanza delle norme anticovid, “iCompany” e CGIL,CISL, UIL organizzano il tradizionale concerto nella Cavea dell’Auditorium della Musica,  con la partecipazione di Ambra Angiolini, Stefano Fresi e Lillo.

La manifestazione vuole essere un messaggio di ripartenza.

Alcune manifestazioni in Abruzzo

Anche in Abruzzo questa vuole rappresentare una giornata di speranza e di festa con numerose manifestazioni, ne segnaliamo solo alcune, chiedendo scusa alle altre:

  • Teramo: appuntamento per tutti con i sindacati dalle ore 9,30 alle 11,00 in Piazza Sant’Anna.
  • Guarenna di Casoli: gara ciclistica riservata. In sella con allievi ed esordienti, si  alza il sipario sulla Valle del Gogna Gold Race e sul Memorial Padre Giuseppe.
  • Torricella Peligna: primo raduno della fisarmonica.
  • Ateleta: sagra dello spinarolo
  • Pescara: Motoraduno Interregionale Guastameroli di Frisa.

Questa giornata evoca, in noi giovani, anche il sacrificio di tanti lavoratori, la strage di Portella della Ginestra (dove la banda Giuliano, con freddezza e ferocia massacrò   quattordici lavoratori, sparando sui duemila che si erano riuniti pacificamente per rivendicare i propri diritti).

Festa in quasi tutto il mondo

Oggi è festa in quasi tutto il mondo, in Europa soltanto l’Olanda e la Danimarca  non  riconoscono questo giorno come “festa nazionale”, ma permettono l’esecuzione di manifestazioni e concerti.

Dal 1990 in Italia i tre sindacati CGIL, CISL e UIL, di concerto col Comune di Roma,  organizzano il famoso “concertone”  a Piazza San Giovanni in Laterano, con artisti e gruppi musicali minori e maggiori: una festa di giovani.

In Abruzzo i Patrioti della Brigata Maiella organizzarono nel 1945 a Casoli (e non solo) per la prima volta nel dopoguerra la Festa del Primo Maggio. L’evento nonostante la durezza dei tempi, ottenne un grande successo.

Le dichiarazioni di Pietro Quaresimale

Concludiamo con l’intervento che l’Assessore Pietro Quaresimale, ha presentato sulle numerose problematiche del lavoro esistenti oggi  in Abruzzo:

“E’ un mondo del lavoro martoriato dalla crisi dovuta all’emergenza sanitaria in atto quello che si appresta a vivere la festa dei Lavoratori del Primo maggio. In un quadro generale condizionato dagli eventi, compito della politica e di chi amministra la cosa pubblica è ridare forza e credibilità ad un settore essenziale della nostra quotidianità. E cioè, mettere in campo tutti gli strumenti tecnici e normativi perché la politica attiva del lavoro torni a guidare lo sviluppo e la competitività. Non è un compito agevole, ma è una sfida che il mondo produttivo deve raccogliere se si vuole tornare a crescere. Sul nostro immediato futuro pesano ancora gli esiti incerti legati all’andamento della pandemia, ma lo spiraglio di uscita che ci offre la massiccia campagna vaccinale ci deve essere di stimolo per tornare a programmare e a pensare politiche di sviluppo del lavoro”.

Alcune importanti iniziative assunte dal governo nazionale d’intesa con il sistema della Regioni

“In questo senso ci vengono incontro alcune importanti iniziative assunte dal governo nazionale d’intesa con il sistema della Regioni.

Mi riferisco a quanto contenuto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza che ha espressamente previsto risorse e azioni combinate per l’avvio di una programmazione delle politiche attive. In quel Piano sono state chiamate a dare il loro decisivo apporto le Regioni e naturalmente l’Abruzzo è pronto a fare la sua parte. Ma l’impegno deve essere di tutti i soggetti che operano nel mondo del lavoro.

Da qui l’idea di avviare un confronto ampio e approfondito con tutte le associazioni sindacali e datoriali regionali per scrivere insieme le linee di ripresa: da una parte quei soggetti che quotidianamente vivono le problematiche del lavoro e che dunque conoscono sia la qualità e la natura della domanda che proviene dal mondo produttivo sia la consistenza e l’attinenza dell’offerta che proviene dal mondo del lavoro; dall’altro la politica e le istituzioni che hanno il compito interpretare e leggere i bisogni dei cittadini e dare forma e sostanza alle nuove esigenze. La nostra azione deve materializzarsi nella capacità di saper incrociare e interpretare i mutamenti del mondo del lavoro che inevitabilmente arriveranno dopo oltre un anno vissuto in apnea e senza alcuna certezza”.

Un più forte incrocio tra percorsi di formazione, scuola, università con il mondo del lavoro

“Appare dunque necessario mettere in campo tutti quegli strumenti che consentano un più forte incrocio tra percorsi di formazione, scuola, università con il mondo del lavoro. La linea di arrivo di questo cammino comune è avvicinare i percorsi formativi a quelli produttivi. Solo in questo modo saremmo in grado di dare risposte convincenti ad un mondo in continua trasformazione, che sarà al centro di un forte processo di crescita se è vero che le stime indicano un picco occupazionale che potrebbe tradursi in un milione di posti di lavoro, a compensazione del tracollo dell’ultimo anno.

Infine, in questo Primo Maggio dei Lavoratori, è più che mai necessario affrontare il problema della qualità del lavoro, tornato alla ribalta proprio nell’anno dell’emergenza sanitaria. Il miglioramento delle condizioni di lavoro, l’adeguamento dei salari, la sicurezza sul posto di lavoro non possono rappresentare solo questioni sindacali, non possono essere relegati a rivendicazioni. La politica è necessario che reciti un ruolo di primo piano, se non di traino. L’impegno a migliorare la qualità del lavoro non può interessare solo il singolo lavoratore o categoria; migliorare la qualità del lavoro significa far crescere il Paese, aumentare la competitività, ridurre la distanza sociale, esaltare le competenze. In una parola, dare dignità al lavoratore.

L’assessore alle Politiche del Lavoro, Pietro Quaresimale

 

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