Omaggio a Astor Piazzolla: memorie

Omaggio a Astor Piazzolla: memorie di Fabbri, con Morante

Al Massimo di Pescara omaggio ad Astor Piazzolla: le Memorie arrangiate da Marco Fabbri, con voce di Laura Morante ed inoltre con Massimo Repellini e Stefano Giavazzi; dunque l’evento vuole commemorare il centenario della nascita di Astor Piazzolla (1921-2021). 

Omaggio a Astor Piazzolla di Ensemble Lumiere (Fabbri, Repellini, Giavazzi) e Laura Morante con le Memorie tratte da “A Manera De Memorias” di Gorín Natalio

Pescara, venerdì 15 ottobre 2021: in scena l’omaggio ad Astor Piazzolla con le Memorie tratte dal libro “A manera de memorias” di Natalio Gorin.

I primi accenni di freddo invernale non hanno fatto desistere il pubblico appassionato di Astor Piazzolla. In sala si conta una ottima affluenza considerando le misure prudenziali per contenere la diffusione del Covid19.

L’evento conferma la bontà del calendario della Società del Teatro e della Musica “L.Barbara”; infatti sono saliti sul palco del Teatro Massimo:

  • il compositore ed arrangiatore Marco Fabbri, al bandoneon;
  • il docente di violoncello al Conservatorio Statale di Musica “Scontrino” di Trapani Massimo Repellini, al violoncello;
  • l’illustre pianista Stefano Giavazzi, al pianoforte;
  • l’attrice, doppiatrice e regista Laura Morante, come voce narrante.

 

Astor Piazzolla: il tango non tango, l’amore, il successo

Laura Morante, in un look total black, introduce la vita di Astor Piazzolla ed il regalo di quella cassa… il bandoneon.

 

Gli inizi di Astor Piazzolla

Astor Piazzolla nasce nel 1921 da due italiani emigrati in Argentina; poi, nel 1928, avviene il trasferimento a New York e l’avvicinamento alla musica.  All’età di 8 anni riceve in dono dal padre il bandoneon, strumento la cui eleganza è ben lontana dal quella del pianoforte, strumento più apprezzato dal giovane Astor.  Nonostante lo scarso apprezzamento verso il regalo del padre, è proprio la capacità di suonare il bandoneon a farlo notare dal famoso Carlso Gardel; dunque a 13 anni si trova ad avere i primi contatti importanti che gli infondono la giusta dose di fiducia continuare a suonare.

 

Il tango argentino di Astor Piazzolla solleva critici che lo invitano a suonare il vero tango

Nel 1937 il ritorno in Argentina ed arriva l’amore improvviso per il tango argentino, fino a quel momento messo in secondo piano dalla passione per le opere classiche. Nel suo paese di origine cerca di portare un nuovo stile, ma presto si accorge che “in Argentina tutto si poteva cambiare, ma il tango no”. La critica è massacrante ed in diverse occasioni, al termine delle esibizioni, viene provocato con richieste di vero tango argentino.

 

Il matrimonio tra Astor Piazzolla e Dedé Wolff

La conoscenza di Arthur Rubinstein gli cambia la vita, infatti gli consente di conoscere Dedé Wolff; arriva il matrimonio e la nascita dei suoi due figli (Diana Irene nel 1943 e Daniel Hugo nel 1945). Nel 1954 avviene il trasferimento a Parigi, città che Astor Piazzolla definisce come seconda casa, ma diversa dall’Argentina perché piena di arte; ma per l’artista italo-argentino non c’è stabilità lavorativa quindi torna a rimbalzare tra il Buenos Aires e New York. Nel 1966 la separazione (non divorzio poiché ancora illegale in Argentina) con Dedé gli consente di avvicinarsi ad una donna.

 

Parigi e il nuovo amore: Amelita Baltar

Astor Piazzolla e Amelita Baltar trovano nell’Europa, ed in particolare in Parigi e Roma, un elemento comune per l’espansione professionale, che contribuisce anche a far nascere una frequentazione. Astor prova un senso di imbarazzo a parlare della sua storia musicale legata al bandoneon, ma Amelita apprezza il suo stile; Quindi nel 1971 Astor Piazzolla ed Amelita Baltar diventano una coppia nel lavoro e nella vita:  inizia il loro percorso europeo. La felice storia dura solo qualche anno; infatti la cantante ha un grande successo del quale il compagno inizia a soffrire. Così nel 1975 il rapporto tra i due artisti giunge al termine.

 

Astor Piazzolla ed il rapporto con l’Italia 

Nel 1974 Astor Piazzolla si trova a Roma e pubblica un’opera che diventerà un successo internazionale: Libertango; inoltre nel corso dell’esperienza capitolina riesce a conoscere alcuni personaggi di spicco nel campo della musica. Ma il successo riscosso negli anni da Amelita, anche in Italia, comporta una certa insofferenza di Astor verso il Belpaese, dove ormai dimora con la compagna. Dopo la separazione, nel 1975, Amelita Baltar lascia l’Italia e Astor Piazzolla rimane solo… ma solo per poco.

 

Astor Piazzolla sposa Laura Escalada

Nel 1968 Laura Escalada, cantante lirica e presentatrice televisiva, si trova a Parigi ed ha l’occasione di vedere per la prima volta Astor Piazzolla. Nel 1976, durante la permanenza solitaria a Roma, Astor Piazzolla riceve una inattesa telefonata per partecipare ad una trasmissione televisiva condotta da Laura Escalada. Nell’occasione i due artisti si incontrano, si piacciono e danno vita ad un rapporto stabile. Dal 1988 in Argentina è possibile divorziare e Astor, finalmente, riesce a sciogliere il legame con la sua prima moglie Dedé per convolare a nozze con la sua amata Laura. Purtroppo nel 1988 il suo stato di salute peggiora e deve subire un intervento di bypass. Astor Piazzolla ci lascia il 4 luglio 1992 ma la sua consorte Laura continua continua a promuovere la storia del grande musicista argentino.

 

Fine spettacolo: omaggio a Astor Piazzolla – Memorie con Laura Morante & Ensemble Lumiere

L’esecuzione di Libertango rappresenta il commiato degli artisti dal pubblico, che applaude lungamente; il prolungato plauso della platea richiama sul palco per ben 3 volte l’attrice ed i 3 musicisti.

 

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