Inquinamento in piena crisi di coronavirus foto

Inquinamento in piena crisi coronavirus

Inquinamento in piena crisi coronavirus, parlarne forse è anche logico: gli scienziati stanno studiando anche l’interazione esistente fra il virus killer e l’inquinamento ambientale; si aspettano risposte certe in merito.

A proposito di inquinamento torna in auge quella che è stata considerata fra le più grandi bombe di inquinamento ambientale. Parliamo ovviamente della zona di Bussi Officine retrostante l’abitato del paese e dominante zona “2A e 2B”.  Qui infatti sono concentrati veleni di ogni genere derivanti da anni di scarichi.

Inquinamento in piena crisi coronavirus

Un fenomeno di discarica e di inquinamento che oltre ad interessare il terreno ha riguardato anche le falde acquifere e il fiume Pescara.  Un evento continuativo che è perpetrato per circa cinquanta anni.

Le limpide sorgenti del fiume Pescara nelle quali esiste un ecosistema invidiabile per purezza, trasforma le proprie acque in uno scarico di veleni subito dopo Popoli.

Infatti, all’altezza dello sbarramento della Centrale Idroelettrica Pescara Primo Salto le acque spesso, in passato, cambiavano continuamente di colore con miasmi indicibili e una grande moria di pesci.

Quante battaglie hanno fatto gli abruzzesi, quanto fiume di inchiostro hanno speso i giornalisti in passato per denunciare il fatto.

I processi e le recenti dichiarazioni di Mauro Febbo

Processi, notizie che si accavallavano, mas media, giornali, Istituzioni tutti coinvolti per denunciare l’inquinamento ambientale.

Ed è proprio di oggi  che si torna a parlare dei veleni di Bussi con il comunicato dell’Assessore Regionale Mauro Febbo con il quale annuncia che il Consiglio di Stato ha condannato in maniera cristallina la Edison alla bonifica dell’area della discarica di Bussi sul Tirino.

Lo stesso Assessore ha dichiarato “Adesso è necessario che il Ministero acceleri nell’erogazione dei 50 milioni di euro destinati alla bonifica stanziati, per chi se lo fosse dimenticato, dal Governo Berlusconi attraverso la Legge Finanziaria del 2010”.

Ormai tutti aspettano fiduciosi l’ulteriore iter burocratico per porre fine e rimuovere la grande bomba ecologica che minaccia l’intera Valla del Pescara.

 

Torna alla Home Page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Benvenuto su AbruzzoOggi.it

Vuoi rimanere aggiornato?

Iscriviti alla newsletter

Call Now Button
protezione civile emergenza coronavirus
supporto al sistema sanitario Abruzzo
donazione croce rossa italiana