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L’Abruzzo e il coronavirus: tutti numeri aggiornati al 23 marzo 2020

L’Abruzzo e il coronavirus: tutti numeri aggiornati al 23 marzo 2020

L’Abruzzo conta ad oggi ben 663 casi di contagi sparsi in tutte e quattro le province, tutti diagnosticati a Pescara, nell’ospedale di riferimento regionale, anche attraverso l’Istituto Zooprofilattico di Teramo.

Dall’inizio dell’emergenza coronavirus sono stati eseguiti in regione complessivamente 3674 test, di cui 2220 sono risultati negativi. Noterete ovviamente una differenza con i 663 menzionati prima. Ciò in relazione al fatto che alcuni test sono stati eseguiti più volte sulla stessa persona, come succede in questi tipi di situazioni.

L’Abruzzo e il coronavirus: tutti numeri aggiornati al 23 marzo 2020 ripartiti per Asl di competenza

I 663 casi finora risultati positivi sono così suddivisi nelle rispettive Asl:

Pescara: 370;

Lanciano-Vasto-Chieti: 129 casi;

Teramo: 124 casi;

Avezzano-Sulmona-L’Aquila: 40 casi.

I numeri di nuovi contagi rispetto a ieri, per fortuna, stanno decrescendo.

Risultano inoltre attualmente positivi ai test 605 persone.

La situazione nelle altre regioni d’Italia

Questi i dati che si possono trovare sul sito del Dipartimento della Protezione Civile:

Totale positivi e attuali per Regione

Le raccomandazioni principali del Ministero della Salute

Le raccomandazioni principali del Ministero della Salute sono:

  • Lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con gel a base alcolica;
  • Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  • Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
  • Coprire bocca e naso con fazzoletti monouso quando si starnutisce o tossisce. In mancanza di di un fazzoletto usare il gomito;
  • Non prendere farmaci antivirali o antibiotici senza prescrizione medica;
  • Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o di alcol.

Si ricorda inoltre che da l 22 marzo è vietato a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in comune diverso da quello in cui si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.

Aggiornato al 23/03/2020

Foto di pubblico dominio

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