Angelo Branduardi live in concerto a Penne 7 agosto 2023: il report
Angelo Branduardi live in concerto presso Piazza Luca da Penne a Penne lunedì 7 agosto 2023: il report.
“È una questione di qualità”, cantavano i CCCP negli anni ottanta… Angelo Branduardi è sempre stato uno dei cantautori più innovativi e al passo coi tempi della musica italiana. L’unico (probabilmente) a saper dare anche un tocco di “medievalità” alla sua musica.
Angelo Branduardi è un vero incantatore delle masse: il pubblico non può fare a meno di rimanere estasiato dal suo spettacolo per tutta la sera. Come pochi altri cantautori, riesce a mettere d’accordo intere generazioni, dai giovanissimi ai più anziani.
Angelo Branduardi live in concerto presso Piazza Luca da Penne a Penne lunedì 7 agosto 2023: il report, tutte le canzoni in scaletta
Il concerto inizia con il grande classico “Si può fare”. I suoi arrangiamenti convincono a pieno gli astanti. Angelo Branduardi però mette subito in chiaro che la sua musica è significativa anche grazie ai testi, sempre originali e pieni di citazioni dotte. Ecco quindi che esce subito fuori il suo lato più “letterario”, con la lettura della poesia “Il violinista di Dooney”, a cui seguono “Gulliver” e “La serie dei numeri”.
È quindi il turno della “prima poesia della letteratura italiana, fate conto che Dante Alighieri arrivò cento anni dopo…“, che inizia con gong e percussioni, “Il cantico delle creature”. A essa segue la poesia “Il sultano di Babilonia”, con la canzone omonima che incorpora anche un mini assolo di batteria.
La passione sconfinata per San Francesco, protettore d’Italia
Angelo Branduardi ha da sempre avuto una passione sconfinata per uno dei due santi protettori dell’Italia. Ecco quindi “una delle prediche di Francesco“, ovvero “Nelle paludi di Venezia Francesco si fermò per pregare e tutto tacque”. L’atmosfera religiosa prosegue con “La predica della perfetta letizia”, che il pubblico gradisce particolarmente.
Un salto nel passato viene fatto poi con “La luna”, dall’omonimo album del 1975 (che fu poi ristampato cinque anni dopo con nuovi mixaggi e con un nuovo titolo).
Angelo Branduardi durante la sua carriera ha preso ispirazione persino da una leggenda giapponese quando scrisse “Il dono del cervo”, riproposta magistralmente durante il concerto a Penne.
A essa sono seguiti poi “una melodia inglese”, ovverosia “Lord Franklin” e “Ballo in fa diesis minore”.
La parte finale del concerto e il bis con “Cogli la prima mela” e “Vanità di vanità”
Largo poi alle hit più famose del menestrello (così viene chiamato dai propri fan), ovvero “Alla fiera dell’Est”, durante la quale esegue anche un pregevole assolo di violino e “La pulce d’acqua”, al cui interno presenta la band che lo accompagna sul palco: Antonello D’Urso alle chitarre, Fabio Valdemarin alle tastiere, Davide Ragazzoni alla batteria, alle percussioni e al gong e Stefano Olivato al basso.
Arriva così una breve pausa che fa da preludio agli ultimi brani del bis, l’immancabile “Cogli la prima mela” e “Vanità di vanità” che chiude in bellezza il concerto.
Penne ha di certo ospitato uno dei migliori concerti di questa lunga estate musicale abruzzese che non ancora finisce.
Foto tratta dalla pagina facebook del Comune di Penne
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