Atmosfere delicate per Thurston Moore in By The Fire

Atmosfere delicate per Thurston Moore in “By The Fire”, suo ultimo lavoro… e l’incontro con la nostra regione.

Nuovo lavoro in studio per l’artista americano eclettico Thurston Moore, ex frontman geniale della band storica Sonic Youth. Dopo la lunga carriera all’interno di un collettivo complesso, dalle forti influenze acide e psichedeliche, il chitarrista si butta all’interno di nuovi esperimenti molto particolari. In questo nuovo album “By The Fire”, prodotto per la Daydream Library , troviamo infatti tutto lo studio accurato in fase di composizione, con una personalità molto più matura rispetto al precedente “Rock n Roll Consciousness”. Nella produzione il sound è molto interessante e di grande spessore.

Thurston Moore mentre suona
Thurston Moore (foto 1)

Atmosfere delicate per Thurston Moore in By The Fire, suo ultimo lavoro, e l’incontro con la nostra regione – la nostra recensione

Con il brano “Hashish” si parte con un viaggio psichedelico, dalle tematiche noise che si incastrano nella mente, pulendo tutti i peccati di una vita vissuta al massimo. La voce calda si innalza infatti nel vortice danzante, di una chitarra inconfondibile e finisce la sua corsa con un bridge prezioso. A seguire  la devastante “Cantaloupe” con un tiro aggressivo, potente e d’impatto, le tematiche che si toccano sono di matrice grunge e i riff sono una bomba a idrogeno, che ti esplode in pieno volto, infine il solo che chiude il brano è di fattura enorme. Gli animi rallentano con l’apertura di “Breath”, un’incantevole arpeggio dolce e sensibile, trascina l’ascoltatore nel passato. Le strutture molto più dirette e orecchiabili, segnano la forte influenza con il suo gruppo di appartenenza,  una composizione stupenda. La migliore del disco.

Siren

Nella traccia “Siren”, ci soffermiamo con grande attenzione. C’è infatti un chiaro riferimento all’esperienza e il contatto personale, che l’artista ha riservato per la nostra regione Abruzzo. Dopo la sua esibizione geniale, ricca di sfumature e carica di emozione, all’interno dell’ultima edizione del Siren Festival a Vasto. Un concerto pazzesco e fuori dagli schemi, dove il chitarrista si è trovato a casa, portando con sè un ricordo felice e indelebile. Il sound è ricco di intervalli ripetitivi, il mood preferito di Thurston.

Thurston Moore foto
Thurston Moore (foto 2)

I brani successivi

Nei brani successivi troviamo delle chicche da non perdere, a partire da  “Calligraphy” dove la tecnica dei suoni, viene messa in risalto in maniera impeccabile, un’insieme di cambi surreali e dissonanti. Da tenere d’occhio anche “Locomotives” una canzone molto lunga, che con il suo continuo crescendo vibra nell’aria, colorando arcobaleni di luce immensa.

Sulla fiabesca “Dreamers Work” la ritmica complessa lascia un senso di disordine, continuando il percorso iniziato nelle sonorità dolci e delicate. Un brano pensato e scritto per un cerchio strumentale, ma nel cambio unico si inserisce una voce vissuta, che non ruba nulla ai primi Pink Floyd, l’atmosfera è quella giusta. Prima di arrivare all’atto conclusivo, veniamo spazzati via dal muro distorto di “They Believe In Love (When They Look At You)”, dove le chitarre grottesche e malate, si fondono con una batteria acida fuori dal mondo. Per chiudere i feedback allucinati di “Venus” dividono il sound con decisione, sognando paradisi infiniti e distorti.

Concludendo…

Una perla di valore storico, questo nuovo lavoro, dove all’interno viene messo tutto il percorso e la cultura musicale dell’artista, che con il passare del tempo si guadagna una fetta importante sulla scena indie alternative del momento.

 

 

 

La foto principale è tratta dalla pagina facebook di Thurston Moore

Thurston Moore (foto 1) e (foto 2) sono tratte dalla pagina instagram  https://www.instagram.com/thurstonmoore58/

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