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“Mele Avvelenate” è il nuovo singolo di Daniele Tarquini

Mele Avvelenate” è il nuovo singolo di Daniele Tarquini, sospeso tra gli anni ottanta e i duemila.

New Wave e cantautorato Pop coesistono in poco più di tre minuti, senza cercare di imitare i grandi modelli del passato e del presente. Daniele Tarquini ha infatti una propria visione della musica: difficilmente potrete trovare qualcosa di simile in Italia.  

“Mele Avvelenate” di Daniele Tarquini – la nostra recensione sul nuovo singolo

Mele Avvelenate” è un brano in cui nessuno strumento tenta di  dominare sugli altri, aperto da uno slide di chitarra.

Un testo che si scaglia contro il mondo di oggi, definito “ipocrita” in cui l’amore è l’unica soluzione.

Gli arrangiamenti sono molto incisivi e curati, soprattutto nell’ultimo terzo di canzone, in cui è possibile ascoltare un gradevole solo di chitarra con un sottofondo di basso pregevole.

Daniele Tarquini ha una voce calda e sensuale al tempo stesso, difficile da accostare per similitudine a qualche grande della musica italiana.

Una voce che ha un ruolo primario all’interno della struttura sonora.

Una qualità eccelsa dovuta anche alla presenza di Marco Borsatti (Piero Pelù, Patty Pravo, Vasco Rossi) che ha curato il mastering insieme a Jacopo Di Felice.

Le dichiarazioni di Daniele Tarquini

La cosa positiva di questo brano è che è stato suonato tutto dal vivo con gli strumenti, fatta eccezione per gli archi. “Mele Avvelenate”  faceva parte di un progetto all’interno di uno stage ed è nata in un certo modo, poi è diventata così come potete ascoltarla oggi. Adesso è ovunque, persino su Instagram”.

Tra i musicisti presenti Francesco Magistro alle chitarre e Marco Marocco al basso che hanno suonato entrambi all’Arena di Verona e che fanno parte dell’orchestra Rai.

““Mele Avvelenate” è una canzone di ribellione a questo momento, a questi eccessi social, a questo chiedere sempre foto e informazioni. Io preferisco distaccarmi da tutto questo. Come dico nel pezzo preferisco fare l’amore piuttosto che accettare mele avvelenate da millantatori. La mela poi ha molteplici significati: quello paradisiaco, quello fiabesco”

La vita e la carriera in breve

Daniele Tarquini ha iniziato a cantare da bambino. Sognava di andare a “Piccoli fan”, poi quando è cresciuto si è innamorato della musica grazie a cantanti quali Mietta.

La musica è la mia migliore amica” ci confessa un emozionato Daniele Tarquini, il quale però ama anche dipingere, scrivere e recitare.

L’anno scorso era infatti nel cast di una docufiction di Rai 1 e interpretava Antonio Piccolomini.

Amante della storia, in particolare di quella medievale, ha saputo dare tutto sè stesso anche in quella esperienza.

Ha partecipato inoltre a selezioni di numerosi talent show e concorsi, vincendone anche diversi. “Il Rock, il Blues e il Soul sono i tre generi che preferisco ma amo anche reinterpretare i grandi cantautori. Fra le artiste che apprezzo di più Loredana Bertè, Fiordaliso, Mia Martini e la già citata Mietta ma anche i musicisti e i cantanti sconosciuti che sono sempre interessanti perché propongono cose meno ovvie”.

Daniele Tarquini ha scritto due libri, “Le sirene d’acqua dolce” e “Ci chiamavamo amore”, entrambi pubblicati su scala nazionale.

Nel futuro di Daniele Tarquini c’è un nuovo singolo che uscirà ad ottobre a cui seguirà un altro che sarà una cover di un artista di cui purtroppo non può ancora svelare il nome e un nuovo romanzo da ultimare. Questa volta però pare voglia avventurarsi in qualcosa di storico, pur non avendo deciso ancora il periodo preciso. “Mi piacerebbe magari interpretare anche qualcosa scritto da altri per me, magari da una donna. Preferisco collaborare sempre con persone serie, con professionisti del settore (non con venditori di fumo),  distaccandomi da tutto il resto. Del resto lo dice anche “Mele Avvelenate” …”.   

 

 

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