Wladimiro D'Arco – la recensione di “Raccontami” copertina

Wladimiro D’Arco – la recensione di “Raccontami”

Wladimiro D’Arco – la recensione di “Raccontami”, suo secondo full lenght uscito nel 2018 e disponibile anche su Spotify e Youtube.

Atessano di origine, Wladimiro D’Arco appartiene al filone cantautoriale che ama spaziare nei generi puntando però tutto sulla chitarra e sulla voce. Una caratteristica che pochi artisti sanno trasformare in un pregio (e lui rientra ovviamente fra quelli).

Wladimiro D’Arco – la recensione di “Raccontami” – canzone per canzone

Ecco quindi un disco che sa passare da un brano come “Ti Capita Mai” (in cui si possono riscontrare affinità con Nomadi ed Edoardo Bennato ma  è anche bello ascoltare  la voce di Wladimiro sovrapporsi con quella più delicata di Ada Flocco) a uno come “Blasy’s Blues” che come dice il nome è nettamente più improntato sul Blues alla Pino Daniele.

“Stelle Cadenti” si apre con un delicato fingerpicking di chitarra e va avanti per quasi quattro minuti alternando accordi e assoli alla Jimmy Page. NO, il paragone non appare azzardato, sappiamo bene che stiamo nominando un guitar hero che ha saputo influenzare intere generazioni di musicisti. Il sound della canzone verte tuttavia proprio in quella direzione. A tratti ricordando proprio quello di brani quali “Going to California” (pur avendo pochi punti in comune a livello strutturale).

Se volete scoprire numerosi segreti dello stile e della tecnica del grande chitarrista inglese trovate un articolo davvero molto dettagliato (scritto in inglese) a questo link.

La title track torna più alla tradizione italiana, ma forse è proprio questa la bellezza di questo album: il saper alternare sonorità, ritmi, melodie e armonie con maestria.

“Occhi a cascata” ha un testo davvero molto profondo (da ascoltare con attenzione) ed è forse l’episodio meglio riuscito (senza nulla togliere a tutto il resto, sia chiaro!).

Wladimirio D'Arco foto

Un ideale lato B

“Farei” potrebbe essere tranquillamente l’inizio di un lato B di un’eventuale edizione in vinile. Un punto di rottura con quanto ascoltato finora, in cui torna alla mente anche il Luca Barbarossa degli anni ottanta.

“Ridere cosí…” scavalca le regole della metrica trasformando le parole in magia.

In “Gioca con me” la voce solista è quella di Sabrina Tumini, incantatrice e sensuale, mentre con “Illogica sera” ci stiamo avvicinando lentamente alla fine, con un brano che ci riporta alla memoria i Matia Bazar del periodo targato Laura Valente grazie alla performance di Ada Flocco. Con “Da quando bevo la notte russo” Wladimiro D’Arco torna a cantare, quasi a voler concludere un discorso durato una trentina di minuti e dieci tracce.

L’unico “difetto” riscontrato è forse l’assenza di un brano strumentale che avrebbe potuto dare un’ulteriore spinta.

Nel complesso, però, “Raccontami” è un disco davvero piacevole all’ascolto, ben arrangiato, suonato e cantato.

Una piccola gemma nascosta nel grande sottobosco musicale abruzzese che (per fortuna) non include solo cover band ma anche talenti come Wladimiro D’Arco.

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