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Antonio Como – il ricordo di un grande artista

Antonio Como – il ricordo di un grande artista figlio di Palena.

Oggi 13 giugno festa di S. Antonio di Padova. Un Santo tanto caro ad un grande artista palenese: Antonio Como.

Proprio in questo giorno nella sua villa a Fara Filiorum Petri si riunivano amici e parenti per unirsi al suono della sua fisarmonica, della sua tastiera e del suo clarinetto.

Ricordare un grande amico, nonché parente, non è semplice, si rischia di anteporre gli affetti alla realtà: questo non è il mio caso, poiché quanto sto per scrivere costituisce la mera constatazione del,valore di un grande uomo e di un grande artista, nella vita, nella pittura e nella musica.

Antonio Como – il ricordo di un grande artista figlio di Palena

Nato a Palena, è vissuto negli anni giovanili nello stesso paese; ha seguito il padre a Chieti e Napoli, è tornato a Palena dove ha svolto l’attività di geometra negli anni cinquanta. In quel periodo il paese era in piena fase di ricostruzione dopo le distruzioni belliche; ha conosciuto e sposato Cristina Cavallucci che gli ha dato due figlie.

Prima funzionario dell’ISES (Istituto per lo Sviluppo dell’Edilizia Sociale) in Sicilia, ad Avellino e poi a Pescara. Dopo lo scioglimento dell’ISES rientrò nell’organico della Regione Abruzzo, dove svolse la propria attività professionale di Architetto in molti settori.

L’attività artistica

Musicista, autore di diversi canzoni, virtuoso della fisarmonica, del pianoforte, dell’organo, delle tastiere in genere e del clarinetto, ha rallegrato tante serate e manifestazioni pubbliche e private.

Per tutti era Tonino Como, gioviale, allegro, affabile con chiunque, dal più umile al più rappresentativo: la sua presenza era sinonimo di allegria e spensieratezza.

Tante le sue opere nella vita professionale ed artistica, elencarle tutte, sarebbe impossibile.

Per Palena era “Tonino”. E’ con questo piccolo nome, infatti, che l’ illustre artista palenese (che ha mietuto successi in tanti concorsi e mostre e i suoi quadri sono sparsi nelle case di ogni continente) era  conosciuto affettuosamente da tutti i suoi amici e compaesani.

La sua arte poliedrica

La sua arte era poliedrica e spaziava dalla pittura alla musica e all’architettura; i veri amici palenesi, però, lo amavano e ne parlano ancora come “Tonino…quello che suonava la fisarmonica” che ha portato allegria  serenità nelle case di tanti palenesi nei periodi bui del dopoguerra… Per questi avvenimenti rimando però i lettori del giornale al mio libro “Aia Falchetta” nel racconto “Il ballo”.

Il “pittore impressionista”

Torniamo all’artista, o come lui stesso ama definirsi “pittore impressionista”. Personalmente andrei oltre questa corrente.

La sua pittura costituisce viva rappresentazione e partecipazione agli avvenimenti più comuni e più umani dell’uomo, della natura, del paesaggio e spazia in ogni elemento naturale e sovrannaturale di una viva, sempre attenta ricerca di nuove emozioni di vere realtà di antica vita quotidiana.

Ed allora nella sua tela prende corpo la neve, questo suo elemento che non suscita senso di freddo, ma evoca calore della viva fiamma dei focolari di Palena, quella Palena tanto cara all’artista che sa trarne i più reconditi aspetti: da quello paesaggistico all’umano, al mondo interiore dei personaggi rappresentati in tutta la loro umanità, anche con un semplice tocco di spatola.

L’arte di Antonio Como

Ed è proprio questo “ensemble” che costituisce l’arte di Antonio Como che trae origine dall’impressionismo francese. Da questo però si distacca e si caratterizza di luce propria, di un colore proprio, discreto e variabile come nel titolo della sua mostra: “Il colore e la luce”.

Antonio Como, rende quindi omaggio alla vita dei campi, al lavoro quale elemento fruttificante della vita e dell’arte, come i “manoppi” in mano ai suoi mietitori e…non finisce qui: l’acqua del fiume Aventino, gorgoglia, zampilla, spumeggia…si può quasi bere dai suoi quadri.

Il fiume con le sue briglie (per affermare il primato dell’uomo sulla natura ed il governo attento e delicato del territorio) nelle sue cascatelle piene di sprizzante acqua rifulgente ad una luce solare proveniente a quarantacinque gradi da sinistra a destra.

Inno alla vita, quindi la pittura di Antonio Como

Inno alla vita, quindi la pittura di Antonio Como: natura in ogni suo elemento umano e paesaggistico. In ogni suo quadro ognuno di noi trova sicuramente qualcosa di se stesso, della propria vita passata…unita ad un sottile…impalpabile senso di tristezza e di ricerca di un tempo lontano che solo questo artista moderno e antico nel contempo possiede.

Sulla sua tela sono impressi ogni angolo del nostro Abruzzo: Palena e Fara Filiorum Petri paesi a lui tanto cari, ma anche Chieti, Lanciano, la costa adriatica, Napoli, tante città italiane e straniere che lui visitava e in cui riusciva a trovare e riconoscere aspetti reconditi e stupendi.

Ritratti di personaggi, dai più umili ai più grandi, da soli o  inseriti nel proprio ambiente.

Palena e l’Associazione Culturale Palenese lo hanno onorato intitolandogli la “Sala degli Artisti e Uomini Illustri” situata sul Castello Ducale.

 

 

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