Intervista a Giulia Cataldi Madonna

Intervista a Giulia Cataldi Madonna, imprenditrice abruzzese nel settore dei vini.

Abbiamo raggiunto l’antica casa vinicola Cataldi Madonna, vanto dell’intero Abruzzo per la produzione vinicola. Un’azienda che ha superato di un anno il suo secolo di esistenza e di esperienza specifica.

Infatti l’attività di produzione del vino inizia con il Barone Luigi Cataldi Madonna nel lontano 1920, a cui sono succedute ben quattro generazioni che hanno continuato e migliorato la tradizione vinicola.

Con grande orgoglio possiamo anche affermare che Cataldi Madonna, marchio di spicco dell’Abruzzo, ha conquistato il mercato e oggi i suoi vini si trovano un po’ dappertutto sulle principali tavole. L’azienda è composta da 30 ettari posti ad un’altitudine che varia dai 320 ai 440 metri s.l.m., con terreni che permettono una produzione che esalta la diversa qualità dei vini.

Intervista a Giulia Cataldi Madonna, imprenditrice abruzzese nel settore dei vini tra i quali Montepulciano, Cerasuolo, Pecorino e Trebbiano

La possibilità di scelta spazia tra i vini tipici dell’Abruzzo: Montepulciano, Cerasuolo, Pecorino e Trebbiano, tutti ben selezionati e  dalle ottime caratteristiche organolettiche. L’esperienza centenaria, la selezione delle uve, il clima particolarmente favorevole sono tutti elementi che concorrono alla lavorazione e produzione di vini di alta qualità.

Le nostre domande

Giulia Cataldi Madonna, alla guida dell’azienda, ha gentilmente ha concesso alla redazione di Abruzzo Oggi l’intervista che segue.

Intervista a Giulia Cataldi Madonna logo aziendaDa quanti anni esiste l’azienda e come e da chi fu fondata?

L’azienda esiste esattamente dal 1920, quindi questo è il 101° anno di vita e fu fondata dal mio bisnonno, Luigi Cataldi Madonna

Quanti tipi di vino produce e commercializza?

Attualmente nove bottiglie

Avete altri prodotti in catalogo oltre il vino?

Attualmente no. Inizialmente però l’azienda quando c’era il mio bisnonno era più variegata. C’erano mandorli, oliveti, zafferano, oltre la vite. Poi ci siamo specializzati nel vino.

Partecipate anche a fiere (di settore e non)?

Sì, certo. Ad esempio per citarne un paio partecipiamo al Vinitaly a Verona e a una manifestazione molto importante che ha preso piede negli ultimi anni, la fiera dei vignaioli indipendenti.

Intervista a Giulia Cataldi Madonna foto

Com’è organizzata l’azienda?

Siamo io e mio padre (io sono l’attuale titolare dell’azienda). Mio padre mi ha lasciato le redini dell’azienda ma è comunque presente per tutte le cose importanti. Poi ho due ragazzi in ufficio, uno che si occupa principalmente dell’amministrazione e l’altro della commercializzazione, due ragazzi in cantina e due in campagna. Per le operazioni di campagna più sostanziose quali la vendemmia e la potatura, ci appoggiamo a una cooperativa.

Quanto è importante per voi l’esportazione?

L’esportazione è sicuramente importante per farci conoscere in tutto il mondo però  il nostro mercato principale si svolge qui in Abruzzo, perché secondo me, se non vinci a casa non puoi vincere nemmeno dalle altre parti.  Devo dire, però, che  abbiamo un buon mercato soprattutto negli Stati Uniti, ma non è quello dominante

Utilizzate i social per farvi conoscere maggiormente?

Sì siamo attivi sia su Facebook che su Instagram.

In che modo ha influito la pandemia in atto sulla vostra attività?

In realtà posso dire solo cose positive del post covid-19. Uno perché durante la pandemia ci siamo fermati. Abbiamo potuto quindi riflettere e migliorare su tantissime cose. Infatti se non ci fossimo fermati non avremmo mai potuto contemplare e rivedere tante cose. Abbiamo migliorato l’assetto aziendale e in più dopo il covid devo dire che qui in Abruzzo c’è stato un grande boom, sono venute un sacco di persone.

L’Abruzzo è una regione che ora si sta scoprendo. Non ci possiamo quindi lamentare perché abbiamo venduto quasi tutto il vino, infatti a fine anno abbiamo esaurito tutta la nostra produzione. Ciò vuol dire che se abbiamo lavorato noi hanno lavorato tutti i ristoranti e le enoteche abruzzesi.  

Intervista a Giulia Cataldi Madonna foto azienda innevata

Le istituzioni pubbliche vi sostengono nelle vostre attività?

Come puoi immaginare con le istituzioni pubbliche c’è sempre un rapporto, ma ti aiutano solo marginalmente. Ognuno ha le sue esigenze, quindi diciamo in parte.

Come avete festeggiato i cento anni di attività?

Purtroppo non ancora li festeggiamo perché 100 li abbiamo fatti durante la pandemia. Stiamo aspettando quindi che si possa fare una grande festa con tante persone per poter festeggiare. Probabilmente l’appuntamento è rimandato quest’anno a 101 (come la carica dei 101) oppure a 102. Ora vedremo…

Programmi futuri?

Noi ne abbiamo sempre tanti… C’è in progetto un altro vino, c’è il progetto di mettere altre vigne, stiamo resaurando il palazzo di famiglia che sta su ad Ofena che era rimasto bloccato per il terremoto (quest’anno ci hanno ridato le chiavi). Ci stiamo  impegnando per riattivarlo in modo tale che l’accoglienza dell’azienda si sposterà al palazzo. Stiamo mettendo nuove vigne comprando nuovi terreni, quindi di progetti ce ne sono tanti. Se ci arrivano dei fondi attraverso questo Governo Draghi, come noi ci aspettiamo, abbiamo anche in progetto di ristrutturare l’azienda. 

Hai nominato Ofena, il vostro paese. Com’è il vostro rapporto con il territorio?

Noi abbiamo un ottimo rapporto con il territorio da generazioni. Il mio bisnonno è stato quello che ha bonificato la valle del Tirino, quella che ci ospita. Era il Barone del paese, sempre superstimato perché ha sempre aiutato anche a livello economico i paesani,  ha sempre dato loro il lavoro e le generazioni a seguire hanno seguito il suo stile. Infatti anch’io ho nella mia azienda tutti i ragazzi di cantina e di campagna che sono del posto. C’è sempre stato un forte connubio tra il paese e Cataldi Madonna.     

 

 

 

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