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Intervista esclusiva a Marida De Menna

Intervista esclusiva a Marida De Menna, archeologa e ricercatrice storica.

L’abbiamo incontrata per voi il mese scorso durante un sopralluogo all’antica Gualchiera di Palena.

E’ stata l’occasione per chiederle notizie sull’eventuale recupero del predetto stabile e dell’intero complesso urbanistico denominato “La Valle”.

I tedeschi distrussero quest’ultimo infatti nell’ultimo conflitto mondiale.

 

Intervista esclusiva a Marida De Menna

Come mai oggi qui a Palena?

Sono stata invitata dalla dr.ssa Anna Recchione e da esperti locali per un sopralluogo all’antica gualchiera di Palena. Interessandomi di archeologia e di archeologia industriale mi hanno coinvolto in questo progetto sperando di restaurare l’intera gualchiera e farla diventare un luogo di fruizione culturale.

Come ha visto questa realtà?

La realtà è molto interessante. Sicuramente è un gioiello dell’archeologia industriale e testimonianza dell’imprenditorialità del Sangro-Aventino. Ci sono degli interventi importanti da fare, soprattutto nel piano inferiore ma con buona volontà e con l’aiuto di qualche mecenate o della comunità o dell’Amministrazione Comunale si potrebbe benissimo portare avanti questo progetto. Nel giro di cinque – sei anni si potrebbe arrivare a dei buoni risultati.

Con quali obiettivi?

Sicuramente obiettivi di fruizione culturale, quindi un museo, un centro di documentazione e anche un luogo dove poter fare attività culturali tipo concerti, presentazioni di libri, proiezioni di film. Potrebbe anche diventare un centro di documentazione sull’archeologia industriale di tutta la vallata del Sangro-Aventino (dà tante testimonianze in questo senso).

Quante persone potrebbe coinvolgere questo lavoro?

Per il restauro ci vogliono anche ditte specializzate, che si occupino della bonifica dell’area a livello anche di vegetazione e altre che si occupino della ristrutturazione della sicurezza perché ci sono alcuni problemi in questo senso nella fruibilità. Attualmente infatti non è sicuro per poterci portare gente però due-tre ditte specializzate potrebbero assolvere a questi compiti.

Progetti futuri per l’intera area invece ce ne sono?

Questo potrebbe essere il primo tassello per promuovere l’intera area perché già la zona si presta di suo a essere un punto di riferimento importante sia a livello paesaggistico che storico (c’è il Castello Ducale a pochi metri e tutta la vallata dell’Aventino). Ci sono già pertanto questi due punti importanti; in più abbiamo questa presenza importante, di questa testimonianza di archeologia industriale quindi tutta l’area potrebbe veramente essere valorizzata a 360 gradi.

 

La gualchiera di Palena costituisce una testimonianza storica di quello che fu un passato economico florido per il distretto industriale dell’Alta valle dell’Aventino.

I proprietari vi producevano pannilana e  tessuti che raggiungevano i mercati e le fiere  del Regno delle Due Sicilie.

Con la crisi post-unitaria del settore della lavorazione laniera i proprietari cambiarono la destinazione d’uso dell’mmobile in “Officina Elettrica”. In altri termini in una centralina idroelettrica che produceva elettricità distribuita per Palena.

Con la realizzazione dello sbarramento del fiume Aventino in località Capofiume  e la conseguente derivazione delle acque verso la centrale di Taranta Peligna fu dismessa per mancanza di acqua.

Il fabbricato, dopo la transazione fra la ditta Perticone Elena, il Comune di Palena e la S.M.E. ospitò una cabina di trasformazione da 6000 a 220 volt. Ciò permetteva la distribuzione dell’elettricità al Comune di Palena.

Con la nazionalizzazione dell’energia elettrica  Enel ne ha acquisito la proprietà e, recentemente la Comunità Montana Sangro Aventino Zona Q, con sede in Palena ne ha avviato la procedura di esproprio.

 

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