Palena celebra oggi 13 gennaio la morte di San Falco foto

Palena celebra oggi 13 gennaio la morte di San Falco

Palena celebra oggi 13 gennaio la morte di San Falco.

Palena celebra oggi 13 gennaio la morte del suo Santo protettore: San Falco.

La storia di questo grande Santo Protettore e compatrono insieme a S. Antonino Martire della città di Palena è collegata a quella dei Monaci Basiliani che vennero in località Prata dalla lontana Taverna, cittadina della Calabria, per sfuggire alle incursioni dei Saraceni.

Palena celebra oggi 13 gennaio la morte di San Falco – la vita

Falco, infatti, apparteneva alla nobile famiglia dei Poerio di Taverna e scelse la vita monastica rifiutando ogni agiatezza.

Le notizie che seguono sono tratte dai libri “Reggia Marsicana” di Monsignor Corsignani Vescovo di Venosa (Napoli 1738) e da quello del Canonico Falcocchio di Palena.

Si incamminarono lentamente e risalirono tutta l’Italia Meridionale, insieme a S, Orante, per poi dirigersi verso Casoli, dove fondarono un convento nella località Prata, o “vulgo” Torretta.

In questa zona, ricca delle acque del fiume Aventino, vivevano nella preghiera e nel lavoro.

La morte del Padre Superiore

Quando morì il loro Padre Superiore, si rese necessaria l’elezione di uno nuovo, ma tutti rifiutarono ritenendosi non degni di occuparne il posto.

Decisero allora di ricorrere a un espediente, di porre le proprie tazze nelle acque del fiume Aventino e, dove si fermava un pesce, il proprietario della tazza era eletto Padre Superiore.

Col passare del tempo, però, ognuno prese la propria strada. San Franco raggiunse Francavilla, San Nicolò Greco si fermò a Guardiagrele, San Rinaldo a Fallascoso, S. Stefano “il lupo” nell’eremo di Santo Spirito a Maiella, San Giovanni a Rocca San Giovanni e S. Orante a Ortucchio. San Falco si fermò invece a Palena nel cosiddetto “Feudo di San Eligio” dove esisteva una bella chiesa. Lui preferì però rifugiarsi eremita leggermente più a monte, prima in una grotta e poi si costruì una piccola chiesa.

Da allora i palenesi chiamano la zona “Coste di San Falco”.

La vita in preghiera

Viveva nella preghiera, scacciando i dèmoni e guarendo chi ne era posseduto. Si recava ogni domenica in paese dove tutti lo rispettavano e gli davano i viveri per il suo sostentamento.

La sua fama si sparse in tutta la zona. Portavano al suo cospetto persone considerate indemoniate e Lui con un solo segno scacciava i demoni dal corpo del posseduto.

L’antica leggenda sulla sua morte è stata tramandata da padre in figlio ed è arrivata fino ai giorni nostri.

Quel tredici gennaio…

Era il tredici gennaio, Palena fu ricoperta da una grande coltre di neve, i palenesi sentirono la campana della sua chiesetta rurale suonare. La campana era un segno di richiamo o di aiuto.

Essa suonava incessantemente. Molti si riunirono credendo che il “Padre Falco” avesse bisogno di aiuto. Così con le sole pale, tagliarono la neve creando un piccolo sentiero, fino a raggiungere la chiesetta di San Falco.

Grande fu il loro stupore, quando videro la campana che suonava da sola e il corpo di “Padre Falco” disteso su una tavola, morto sorridente, con quattro candelabri accesi.

Il miracolo

Qualcuno racconta che videro un Angelo che sparì al loro arrivo.

L’evento fu considerato un miracolo e da allora il culto del Santo si accrebbe sempre di più, in considerazione anche dei numerosi miracoli di cui la tradizione orale parla e di cui esiste una fiorente letteratura.

I palenesi fecero realizzare un busto in argento di San Falco. A questo proposito la tradizione orale narra che non riuscirono a determinarne il peso. Nessuna “statera” (strumento di misurazione a bracci diseguali) riuscì infatti a segnarlo.

Anche questo è considerato un miracolo.

Il culto a lui prestato

Il culto a lui prestato fu confermato dal Papa Leone XIII con decreto del 2 luglio 1893.

I resti del suo corpo sono custoditi in una teca accanto all’altare maggiore, nella locale Chiesa Madre, che la popolazione palenese ha voluto chiamare “Chiesa di San Falco”.

In Palena è sempre esistito il Prete Esorcista che recitando apposite preghiere a San Falco riusciva a scacciare i dèmoni dal corpo dei posseduti, con conseguenti strane ed indescrivibili scene.

Le persone possedute erano trascinate in Chiesa da sette persone robustissime. Erano poi condotte al cospetto della statua argentea, dove il Prete recitava i dovuti scongiuri. In queste occasioni l’accesso alla chiesa era inibito ai bambini.

La festa

La festa si svolge, per antica tradizione, la terza domenica del mese di agosto: costituisce l’appuntamento di ritorno a Palena  per tutti i palenesi sparsi in ogni parte del mondo.

Il gemellaggio religioso fra il paese natio di San Falco, Taverna (Cz), e Palena

Nella storia locale resterà indelebile il ricordo del gemellaggio religioso fra il paese natio di San Falco, Taverna (Cz), e Palena avvenuto proprio in quest’ultimo paese il 22 giugno 2002.

Quel giorno il  Sindaco di Taverna, con numerose Autorità e cittadini vennero a Palena per conoscere il paese dove era morto tanti secoli prima il loro concittadino.

In quella occasione il Parroco di Palena, Don Maurizio Buzzelli, visibilmente commosso, donò al Parroco di Taverna una reliquia di San Falco durante una solenne cerimonia religiosa presieduta dal Vescovo di Sulmona Mons. Giuseppe Di Falco.

I palenesi restituirono la visita in Taverna, il 09/09/2002 accolti in trionfo da banda e Autorità Civili, religiose, militari locali, provinciali, regionali e nazionali.

In quella occasione Don Maurizio Buzzelli e la comunità di Palena donarono a Taverna una riproduzione fedele della statua di San Falco portata in processione fino alla cattedrale.

Le due cittadine conclusero così il loro gemellaggio religioso.

Foto del gemellaggio:

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