La libreria dentro la stazione di Pescara domani 14 aprile non riaprirà foto

La libreria dentro la stazione di Pescara domani 14 aprile non riaprirà

La libreria dentro la stazione di Pescara domani 14 aprile non riaprirà.

E’ appena uscito il nuovo Decreto Conte sul coronavirus e sulle prime riaperture di alcune attività che già scoppiano le prime polemiche sull’opportunità di emettere nuove norme e sulla loro validità.

Il decreto prevede, tra l’altro, la riapertura di librerie, delle cartolerie e altri esercizi commericiali, ma, a questo proposito i pareri sono molto discordi.

Sono tante le librerie (e il suo numero si accresce giornalmente) che non hanno alcuna intenzione di rialzare la saracinesca dei loro locali. Soprattutto nei modi e nei termini attuali.

La libreria dentro la stazione di Pescara domani 14 aprile non riaprirà

Tra questi esercizi c’è anche la grande libreria situata nella stazione centrale di Pescara. Il proprietario Marco Forconi  ha dichiarato “Comunico che, unitamente a tutti i colleghi di Pescara e Montesilvano, il giorno 14 aprile non riaprirò la libreria Rusconi posta all’interno della stazione centrale.

Dal punto di vista aziendale la situazione non è certamente delle migliori, tuttavia, da amministratore pubblico con deleghe specifiche in merito alla sicurezza urbana, mi trovo in totale disaccordo con la scelta, inopportuna e priva di logica, del governo centrale. In Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna i rispettivi governatori hanno ordinato la proroga di chiusura delle librerie.
Riapriremo quando sussisteranno le condizioni di sicurezza e commerciali minime tali da poter garantire un servizio ottimale o, quanto meno, decente.
Ai soliti tuttologi e ventisettisti che ritengono di potermi e poterci impartire lezioni commerciali scelgo di non replicare, soprattutto su Facebook, dove il livello di interazione comunicativa raggiunge, troppo spesso, livelli decisamente ignobili”.

Le librerie oggi

Le librerie oggi sono il tempio della cultura, non sono negozi paragonabili a quelli di altro genere.

In esse il visitatore “passa un po’ di tempo” nel cercare il libro di suo maggior interesse e lo stesso volume passa per tante mani.

I libri potrebbero essere contaminati dal coronavirus: è un fenomeno inevitabile.  Ciò potrebbe provocare contaminazione non solo fra i visitatori, ma anche per gli stessi lavoratori del settore.

Insomma, c’è il timore che la salute sia degli utenti che dei venditori sia seriamente in pericolo.

Di fronte a questo atroce dubbio, non resta che una soluzione: rinviare la riapertura delle librerie in altri momenti più sicuri.

Ed è su questa strada che si sono incamminati i Governatori di Lombardia e Piemonte ed Emilia Romagna che, in aperto disaccordo con le nuove norme previste dal Governo Conte  hanno emesso una nuova ordinanza in base alla quale «Restano in vigore fino al 3 maggio le misure restrittive di contrasto alla diffusione del covid-19 già attive sul territorio regionale”.

Foto tratta dalla pagina Facebook della Libreria Rusconi Pescara

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