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Casoli è stata inclusa fra I Borghi più Belli d’Italia

Casoli è stata inclusa fra I Borghi più Belli d’Italia.

Il Consiglio Direttivo del Club I Borghi più Belli d’Italia in Abruzzo e Molise ha deliberato con la data del 29 ottobre l’inclusione del Comune di Casoli nello stesso Club.

Casoli porta a ventiquattro il numero dei Comuni presente nel predetto Club in Abruzzo.

Casoli è stata inclusa fra I Borghi più Belli d’Italia – i dettagli

A livello Nazionale sono 289 (inclusi 3 “onorari”) i piccoli centri storici inferiori ai 15 mila abitanti descritti nella relativa guida. Farne parte non è semplice, poiché il territorio deve rispondere a specifiche peculiarità e proprietà che non tutti i Comuni hanno. Pertanto, la notizia ha avuto una grande eco suscitando soddisfazione  in tutti gli ambienti, politici, tecnici ed economici.

Far parte di questo Club, ripetiamo,  non è semplice. Infatti esistono circa settanta parametri, corrispondente a punteggi, riferiti alla qualità architettonica, culturale, storica e paesaggistica.

Far parte di questo Club costituisce una grande nota di prestigio. Ciò poiché significa avere una maggiore visibilità verso i mass media e destare la curiosità e l’interesse di tour operator e dell’intero settore turistico.

Casoli

Un Comune che ha una popolazione fra la più numerosa della zona (5640) che, da sempre, ha assolto ad una funzione di guida socio-economica dell’Alta Valle Aventino e che costituisce la porta economica verso la vallata del Sangro – Frentano.

Il recente sviluppo economico a livello artigianale ed industriale, che ha visto anche la costituzione del Nucleo Industriale di Casoli ha portato un grande progresso economico per lo stesso Comune ed anche per quelli della zona limitrofa.

La conformazione di antico borgo

La sua conformazione di antico borgo, frutto del fenomeno dell’incastellamentop medioevale ha visto l’allargamento e l’antropizzazione di un’altra larga parte del proprio territorio, fino ad arrivare verso valle.

Infatti possiamo già parlare di una parte alta del paese che ruota tutto intorno all’antico Castello e di quella bassa verso la pianura, finitima alla stazione ferroviaria della Ferrovia Sangritana.

La parte alta è caratterizzata da antichi palazzi nobiliari e vicoli. Il tutto tenta ad unirsi al famoso Castello dotato di una torre a forma quadrata con parte superiore dotata di cosiddetti beccatelli.

I primi documenti storici su Casoli

I primi documenti storici su Casoli si identificano con il Memoratorium dell’abate Bertario (secolo IX) come territorio di Montecassino.

Il territorio comunale trae origine dall’antica arce carrecina e dall’antica Cluviae fiera città che prima di piegarsi alla conquista romana condusse una guerra che oggi definiremmo “partigiana”. Nella parte bassa denominata “Piana la Roma” esistono antichi ruderi romani, un anfiteatro e traccedi un acquedotto.

Nel XII secolo risulta assoggettata a Boemondo Conte di Manoppello, al quale aveva l’obbligo di fornire due militi o l’equivalente in moneta. Nel 1453 passò come feudo di Giacomo Antonio Orsini. Il 1514 Casoli passa sotto la signoria dei Colonna prima e poi dei Carafa e dei Crispano,

Feudo dei Principi D’Aquino

Dal 1650 divenne feudo dei Principi D’Aquino, che aggiunsero ail titolo di Duca di Casoli al loro lungo elenco nobiliare,  che possedettero il Castello e tanti altri feudi della zona fino all’adozione delle leggi di abolizione della feudalità tra il 1806 e 1808.

Al plebiscito di annessione al Regno d’Italia i casolani risposero con 1348 sì su 1349 votanti. Il voto, però, non era segreto, ma pubblico.

Al referendum del 1946 la popolazione di Casoli rispose con 3119 favorevoli alla monarchia e 1169 alla repubblica.

Il territorio

Il territorio è caratterizzato anche dallo sbarramento artificiale della Diga di Casoli sul fiume Aventino, con la torre “Prata” e il bellissimo bosco delle “leccine” caratteristiche  piante presenti anche in altre parti del Comune.

Da visitare la Chiesa di Santa Reparata con il suo portale e il famoso trittico del 1506.

Inoltre la Parrocchia di Santa Maria Maggiore con opere d’arte dal 500 all’800.

Ricordiamo anche il Castello Ducale con il suo caratteristico aspetto esterno e la sala interna detta del silenzio. Questo fu sede del Comando alleato nell’ultima guerra mondiale (Casoli era occupata dagli inglesi) e in esso Ettore Troilo riuscì ad ottenere il riconoscimento  della Brigata Maiella con la partecipazione dei suoi Patrioti (non chiamiamoli partigiani) alla lotta armata contro il nazifascismo.

 

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