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Capistrello: riordino dei beni demaniali gravati da uso civico

Capistrello: riordino dei beni demaniali gravati da uso civico.

Il Comune di Capistrello ha infatti affidato l’incarico professionale all’Ing. Bruno Berardi per procedere al riordino ed adempimenti vari relativi ai beni demaniali comunali gravati da uso civico. Gli adempimenti tecnici fanno parte di un’ampia azione di riordino del patrimonio comunale. Infatti nel territorio del Comune di Capistrello sono presenti terreni gravati da usi civici per i quali è stata condotta nell’anno 2001 specifica verifica demaniale.

Capistrello: Riordino dei beni demaniali gravati da uso civico – i dettagli

La predetta verifica è stata regolarmente approvata dalla Regione Abruzzo con determinazione DH 16/948 del 10/07/2002. Da tale verifica derivano adempimenti consistenti nel mutamento di destinazione d’uso di  alcuni terreni da reintegrare ovvero legittimare e/o da concedere ai richiedenti interessati. Sono inoltre naturalmente previste anche le conseguenti operazioni di  trascrizione e la voltura delle concessioni regionali con esclusione di eventuali frazionamenti.

Si tratta di eseguire tutta una serie di adempimenti tecnico-amministrativi con un complesso e laborioso procedimento finalizzato al completo riordino giuridico dei diritti reali sui terreni interessati alla verifica demaniale.

I beni demaniali 

Come noto i beni demaniali sono inalienabili ed inusucabili, per cui tutti gli eventuali atti pubblici stipulati precedentemente al progetto di riordino sono da considerare nulli ad ogni effetto di legge.

Il riordino porterà inoltre, attraverso pagamenti stabiliti dal Comune e dalla Regione, alla stipula di atti notarili fra il Comune di Capistrello e gli attuali occupatori dei terreni gravati da uso civico.

La legislazione in materia di usi civici

La legislazione in materia di usi civici è molto complessa e risale al primo provvedimento di legge del 2 agosto 1806 che stabiliva l’abolizione della feudalità.

Il 1800 vide tanti comuni abruzzesi impegnati nell’applicazione di questa legge: fu un primo timido, ma coraggioso tentativo, di riforma fondiaria che provocò tante lotte fra la nobiltà, la borghesia e la classe contadina che rivendicava i propri buoni diritti alla coltivazione e proprietà dei terreni.

La legge fondamentale per la liquidazione e il riordinamento  degli usi civici, la 16 giugno 1927 n. 1766, che ha convertito in legge il r.d. 22 maggio 1924 n. 751 e, in attuazione dell’ art. 43 della legge, il regolamento di esecuzione approvato con r.d. 26 febbraio 1928 n. 332.

La creazione delle Regioni determinò il passaggio delle competenze amministrative in materia di usi civici alla Regione Abruzzo che tuttora le esercita con apposite leggi emanate.

 

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