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Fossa: riprendono scavi nella Stonehenge d’Abruzzo

Fossa: riprendono gli scavi nella “Stonehenge d’Abruzzo”.

Il Comune di Fossa fin da giugno 2020 ha presentato alla Direzione Generale Archeologica Belle Arti e Paesaggio la richiesta di concessione di ricerche e scavi per l’ampliamento delle indagini all’interno della Necropoli di Fossa per il triennio 2020-2022.

Fossa: riprendono gli scavi nella “Stonehenge d’Abruzzo” – i dettagli

Il Direttore Generale del Ministero dei Beni e le Attività Culturali per il Turismo con proprio decreto n.rep. 898 del 6 luglio 2020 ha autorizzato la concessione di ricerche e scavi archeologici della Necropoli di Fossa.

Infatti successivamente registriamo l’accordo quadro per la collaborazione scientifica e la valorizzazione del patrimonio archeologico di Fossa sottoscritto tra la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per L’Aquila e per i Comuni del Cratere, l’Università degli studi dell’Aquila ed il Comune di Fossa.

Il Responsabile del Servizio del Comune di Fossa (Pierluigi De Amicis) ha affidato l’incarico alla dott.ssa Valerj Del Segato per l’attività di sorveglianza archeologica durante le attività di sbancamento e scavo presso la Necropoli di Fossa per il periodo 05/30 luglio 2021.

A tal fine bisogna assicurare  l’assistenza meccanica agli scavi sotto le dirette indicazioni del personale preposto all’esecuzione degli scavi archeologici.

L’attività  dello scavo

L’attività  dello scavo e parziale rimozione del terreno di risulta parimenti affidata alla ditta “CENTI GIANCARLO S.r.l.” – con sede in Civita di Bagno di L’Aquila per l’importo di euro 7.380,00, iVA compresa.

Fossa, una zona archeologica ancora tutta da scoprire, ma che fa parte dell’immenso tesoro culturale del sentiero storico dell’Abruzzo e, se vogliamo, anche dell’Italia.

L’ampliamento della zona di ricerca archeologica

Il Comune di Fossa riprende con entusiasmo l’attività  culturale ampliando la zona di ricerca archeologica.

Pietre di diverse dimensioni poste verticalmente, definiti mehnir, monumenti risalenti  all’età neolitica o del Bronzo: millenni di storia che possono essere ammirati dai visitatori nella Piana di Navelli.

Pietre di dimensioni diverse poste secondo precise figure geometriche che formano la necropoli di Fossa, con le sue tombe a tumulo nelle quali esistono reperti archeologici che destano tanta curiosità, come la lamina d’osso lavorata a forma di foglia.

I grandi cippi infissi profondamente nel terreno ricordano quelli più famosi di Stonehenge. Le tombe esplorate nei diversi scavi eseguiti hanno inoltre rivelato tesori funerari immensi, tipiche di ogni era.

Gran merito dei rinvenimenti va attribuito a Vincenzo D’Ercole, l’archeologo che per primo comprese l’immenso tesoro che ancora oggi è tutto da scoprire e che merita la mobilitazione di tutti i mas media per la sua pubblicizzazione e per rendere fruibile il patrimonio culturale a tutti.

Se vogliamo, cultura storica e turismo, in questo caso possono camminare a braccetto e sicuramente porteranno enormi vantaggi all’economia abruzzese.

 

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