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Inaugurato ieri il nuovo Covid Hospital di Pescara

Inaugurato ieri il nuovo Covid Hospital di Pescara.

Il 16 maggio è stata ufficialmente aperta una parte del padiglione ex Ipav.

Sono stati consegnati i primi 32 posti del nuovo Covid Hospital di Pescara.

Come noto, con un iter  veramente ultraveloce, dalla scelta dello stabile, alla progettazione dei lavori di adeguamento  fino ad arrivare all’inizio dei lavori.

Il buon lavoro svolto è frutto di collaborazione fra tutte le sinergie che vi hanno partecipato. Le pastoie burocratiche si possono superare applicando soluzioni rapide e in linea con le leggi vigenti, specie quando si parla di lavori pubblici. Le fasi di emergenza, però, consentono di percorrere iter che nella normalità non sono previsti. Ha giocato a favore della buona riuscita dell’iniziativa l’immediata disponibilità di un bene immobile quasi inutilizzato.

Il cespite ha riacquistato la sua funzionalità e la sua funzione di pubblica utilità con l’esecuzione di rapidi idonei lavori di recupero.

Inaugurato ufficialmente ieri il nuovo Covid Hospital di Pescara

Al di là di ogni considerazione politica, ci sono due sostantivi che hanno caratterizzato l’intera iniziativa: efficienza e  rapidità insieme al superamento delle pastoie burocratiche.

Decisioni prese rapidamente, con senso di responsabilità anche in considerazione dell’urgenza e indifferibilità dei provvedimenti da adottare.

Le autorità presenti

Inaugurazione ufficiale, quindi, alla presenza del Presidente, Marco Marsilio, dell’assessore alla sanità, Nicoletta Verì, del Presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, e del direttore generale della Asl di Pescara, Antonio Caponetti.

Il primo lotto dei  lavori eseguiti in solo trenta giorni rappresenta soltanto il 40% del progetto.

Il costo complessivo dell’intero intervento è di circa 11 milioni di euro. Un importo finanziato dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile (7 milioni di euro) e dalla Banca d’Italia (3 milioni di euro).

Le dichiarazioni di Marco Marsilio

Questa la dichiarazione ufficiale rilasciata dal Presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio: «La realizzazione di questo progetto rappresenta un modello.La Città e la Asl pescarese riceveranno in eredità una struttura importante e strategica, anche quando l’emergenza Covid sarà terminata, poiché sarà utilizzata per le esigenze della rete sanitaria abruzzese.Nei prossimi giorni saranno trasferiti nella struttura i malati di coronavirus, e così il resto dell’ospedale potrà tornare alla funzione ordinaria. Questo progetto serviva inoltre a mettere in sicurezza anche la Fase 2, e qualora dovessero tornare a crescere i contagi, noi siamo pronti ad affrontare l’emergenza. Con questa esperienza abbiamo dimostrato come in Italia si possono realizzare opere pubbliche in maniera veloce, economiche e trasparenti».

Un messaggio al Parlamento e al Governo

«E’ un messaggio che lancio al Parlamento e al Governo, visto che le norme sulla semplificazione sono state tolte dal ‘Decreto Rilancio’, e si preannuncia quindi un nuovo decreto sul tema, ma posso affermare che abbiamo un ‘modello Pescara’ che possiamo promuovere ed esportare».

Le dichiarazioni di Nicoletta Verì

Subito dopo l’Assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, ha espresso tutta la sua soddisfazione: «Esprimo gratitudine agli operatori sanitari e ai dirigenti amministrativi della Asl di Pescara per il lavoro svolto durante l’emergenza epidemiologica.L’azienda pescarese ha dovuto gestire in Abruzzo i 2/3 dei malati di coronavirus. Già domani, secondo quanto comunicato dalla ditta esecutrice dei lavori, la Omnia Servitia Srl, saranno riconsegnati altri 18 posti.Questa inaugurazione non avviene per caso, dietro c’è una programmazione.Abbiamo avuto la capacità di moltiplicare i posti di terapia intensiva durante l’emergenza per curare i malati Covid.La Regione Abruzzo ha saputo dare risposte efficaci». 

Il ruolo fondamentale degli ospedali Covid

«Gli ospedali Covid sono fondamentali, soprattutto nella Fase 2, perché dobbiamo consentire alle strutture sanitarie di tornare a svolgere l’attività ordinaria: immaginate la cura dei malati di tumore. Non possono attendere.All’inizio della pandemia si era ipotizzato di realizzare strutture provvisorie all’esterno degli ospedali. Io mi sono opposta perché il malato di coronavirus ha bisogno di cure particolari.E siamo stati i primi a istituire le Usca – Unità Speciali di continuità assistenziale –  sul territorio regionale come punto di riferimento ai malati di coronavirus. Voglio ricordare che non siamo ancora usciti dalla pandemia – ha concluso – e pertanto dobbiamo fare attenzione e rispettare i protocolli sanitari». 

 

Fonte foto principale: screenshot da video fornito da ufficio stampa

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