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Pescara e Gabriele D’Annunzio: un binomio inscindibile

Pescara e Gabriele D’Annunzio: un binomio inscindibile.

D’Annunzio ha saputo collocare Pescara  come faro della sua vita.

Nonostante il suo peregrinare e girovagare fra salotti letterari, teatri, imprese patriottiche ecc., il suo pensiero era sempre  rivolto alla sua Pescara, alle sue paranze, ai suoi pescatori, al suo fiume che pigro si immette nell’Adriatico.

Pescara era il baricentro della sua vita, ma anche l’ambiente ideale tanto decantato nella sua immensa produzione letteraria.

Ogni aspetto, anche il più insignificante ed il più recondito di Pescara era per lui motivo di esaltazione e di attenzione che assurgeva a nuovi miti.

Pescara e Gabriele D’Annunzio: un binomio inscindibile

Dal ferro per le pizzelle, ai più umili attrezzi agricoli e dei pescatori, ai suoi prodotti della cucina di cui moriva di nostalgia. La scafetta, il parrozzo, la porchetta, la pizza di granturco, il pane del quale ha saputo raccogliere anche il profumo appena sfornato.

Pescara era e resterà sempre la sua vita.

La sua città, il suo grande amore, primario ed insostituibile, con le sue radici linfa di un albero

Eterno, un legame che lo ha accompagnato fino alla morte nel multiforme “Vittoriale degli Italiani”.

Pescara madre di D’Annunzio, insieme alla sua mamma naturale, alla sua casa natia.

Una citta’ definita borgo di pescatori

Una citta’ definita borgo di pescatori, divisa in due (Castellamare e Pescara) dal fiume omonimo che soltanto lui con la sua magica arte, col suo lessico tutto nuovo e personale riuscì ad unificare in un solo nome”Pescara”.

E a Pescara dedicò tanta parte della sua produzione letteraria ineguagliabile ed unica nella storia della letteratura italiana.

Ogni più piccolo angolo della Pescara del primo 900 parla di lui, non solo la sua casa natale, oggi museo, meta di un vero e proprio pellegrinaggio culturale.

La gratitudine della Città e della Regione

E l’intera Città, l’intero Abruzzo non finirà mai di essere grato nell’esatta misura all’immaginifico vate, che nel romanzo Il fuoco usa questo attributo a proposito di Stelio Effrena (personaggio in cui ha quasi identificato sé stesso).

La sua penna e la sua prolifica produzione letteraria hanno saputo cogliere ed esaltare ogni aspetto di Pescara.

Infatti, il Sindaco Carlo Masci, unirà il Comune di Pescara a Gabriele D’Annunzio:  il simbolo istituzionale di Pescara sarà affiancato da un logo originale con il profilo stilizzato del Vate e la scritta «Città di Gabriele d’Annunzio», realizzata proprio con i caratteri autografi dell’Imaginifico.

Le dichiarazioni del Sindaco

Queste le dichiarazioni del Sindaco Carlo Masci:

«Celebrare il Poeta sulla carta intestata del Comune significa amplificarne l’opera, il vissuto e quello stile inimitabile con cui ha saputo sempre contrassegnare una lunga epoca della cultura italiana ed europea. La sua modernità è infatti una delle eredità della sua sfaccettata esperienza. Non è certamente un caso se il suo stile, coniugato in tutte le forme, sia contraddistinto dall’aggettivo “dannunziano”. In lui, anche nelle esagerazioni, si ritrovano tutti gli elementi della vita. Vogliamo che il logo «Città di Gabriele d’Annunzio» diventi una specie di passepartout storico, letterario e culturale dall’immediata percezione».

Abruzzo Oggi plaude all’iniziativa e ne auspica l’immediata esecuzione.

 

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