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Gli alpini sanificano il rifugio Franchetti

Gli alpini sanificano il rifugio Franchetti a Pietracamela.

Il coronavirus attacca anche le alte vette della montagna e le sue infrastrutture? Forse sì. Ed è proprio nel dubbio e in considerazione che lo stabile è fruibile da persone provenienti da ogni parte che è stato infatti “sanificato” dall’esercito il rifugio Franchetti posto nel territorio del Comune di Pietracamela.

Parliamo proprio del cuore naturalistico del Parco Nazionale Gran Sasso – Monti della Laga, uno dei Parchi fra i più interessanti dell’Abruzzo per bellezze naturali e per le pecuriali attrattive del suo territorio.

Gli alpini sanificano il rifugio Franchetti a Pietracamela

Un’unità specialistica in materia di lotta batteriologica-chimica del Battaglione Alpini Vicenza ha effettuato l’operazione di sanificazione per l’intero rifugio Franchetti.

Lo stabile costituisce un punto di riferimento fondamentale per gli amanti delle famose scarpinate di montagna ed è posto nel cosiddetto Vallone delle Cornacchie,  tra il Corno Grande e il Corno Piccolo dalla parte territoriale del teramano.

La zona è infatti un insieme di meraviglie naturali consegnate all’uomo dalla storia e da chi l’ha scritta.

Prima fra tutti le popolazioni locali chiamate a presidio del proprio territorio montano.  Queste infatti sono da sempre rgogliose delle proprie bellezze naturali e del proprio patrimonio che preservano da ogni contaminazione.

IL C.A.I. nel 1960

IL C.A.I. ha voluto incoraggiare la presenza dell’uomo sulla montagna e nel lontano 1960 volle caparbiamente dare un punto di riferimento fondamentale per tutti.

Scelse con grande oculatezza la zona nel Comune di Pietracamela e vi  costruì il rifugio  intitolandolo al Barone Carlo Franchetti grande mecenate e vero appassionato della montagna.

Se è vero che la Maiella è la montagna madre degli abruzzesi, possiamo affermare, senza alcuna tema di smentita che il Gran Sasso ne è il padre. Nel suo libro “Le Ricordanze E Le Speranze Tra il dire…e…il fare”, nel suo Inno alla Montagna il Prof. Filippo Pollice scrive:

“Ascendere in montagna”, id est in eminentia mentis” scriveva San Bonaventura: è nel sermone della montagna che Gesù rivolge agli uomini un appello a misurarsi con le “altezze” del cuore contro tutto ciò che “abbassa” che lega alla terra.

Forza allora, andiamo  a  vivere in  montagna! Per chi ha cara la poesia immaginifica, ecco il viatico dannunziano:

“Candide cime, grandi nel cielo forme solenni cui le nubi notturne stanno sommesse come la greggia al pastore  e i vagli inclinati su l’urne profonde danno eterne parole e fanno corona le stelle taciturne. O montagne terribili. O montagne straordinarie, “doni cupole del cielo”.

Salire in montagna vuol dire avvicinarsi al Cielo, a Dio!

Dove il sole non tramonta mai”

 

Fonte foto principale: pagina facebook Rifugio Franchetti 2433 m – Gran Sasso d’Italia

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