Nuove specie di alghe scoperte nel lago di Barrea foto

Nuove specie di alghe scoperte nel lago di Barrea

Nuove specie di alghe scoperte nel lago di Barrea.

L’Università della Tuscia e della Basilicata sta realizzando la nuova carta degli habitat del Parco protetti dalle direttive europee il cui studio ha interessato anche l’invaso del lago di Barrea.

Nuove specie di alghe scoperte nel lago di Barrea – i dettagli

I primi risultati hanno dato risultati sorprendenti, secondo gli studiosi,  poiché hanno registrato la presenza di nove specie di “macrofite”, tra piante acquatiche, muschi sommersi e alghe di grandi dimensioni.

Infatti tra i 2 e i 4 metri di profondità gli studiosi hanno rilevato la presenza di  vere praterie sommerse dell’alga Chara vulgaris, tutelata dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea.

Per chi ha seguito per anni l’ambiente del lago di Barrea non può esistere meraviglia, poiché la scoperta, sicuramente scaturisce dall’attenta cura che sia i Comuni circumlacuali che quelli a monte, insieme all’attenta vigilanza esercitata dall’Ente Parco Abruzzo e all’accorta gestione dei livelli dell’acqua praticata dall’Enel Produzione prima e da Enel Green Power oggi.

La collaborazione fra l’Enel e il Parco Nazionale d’Abruzzo

La collaborazione fra l’Enel e il Parco Nazionale d’Abruzzo (così si chiamava prima) è stata sempre costante e proficua.

Attualmente la competenza della Diga di Barrea è affidata a Enel Green Power Italia – Area Centro Sud – Unità Territoriale Montorio.

Infatti i terreni circumlacuali sono per buona parte di proprietà dell’Enel ben oltre la linea di massimo invaso del lago stesso.

Queste zone spondali, vedono spesso, specie nella stagione estiva, insediamenti di campeggiatori, oltre a chioschi e anche un ristorante sulla sponda sinistra del lago.

Naturalmente l’Ente Parco rilascia appositi permessi per queste attività, di concerto con la stessa Enel.

La stazione idrometrografica e climatologica

Sulla Diga di Barrea è posta una stazione idrometrografica e climatologica i cui dati sono raccolti dai guardiani Enel ed inviati dallo stesso ente agli organi statali preposti all’alta sorveglianza per le dighe.

Infatti esiste anche un eliografo che registra le ore di presenza del sole per l’intera giornata.

L’Enel ha sotto controllo anche la qualità delle acque con periodiche analisi chimiche e batteriologiche,

Infatti l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti – Pescara – Facoltà di Economia e Commercio in collaborazione con l’allora Enel Produzione – Gruppo Impianti Pescara Sangro, nel 1988 e 1990 ha effettuato uno studio dettagliato sulle acque del fiume Sangro in corrispondenza del lago di Barrea.

L’ampia relazione dei professori Filippo Di Donato, Franco Di Giacomo e Mario Giaccio

I professori Filippo Di Donato, Franco Di Giacomo e Mario Giaccio hanno prodotto un’ampia relazione sulla presenza  di cromo, manganese, nichel, rame, zinco, cadmio e piombo sulle specie trota lacustre, cavedano, scardola e persico  presenti nell’invaso di Barrea.

I risultati hanno prodotto dati estremamente confortanti sulla purezza delle acque.

In passato i diversi Comuni e la Comunità Montana hanno realizzato anche tanti lavori di intercettazione di scarichi e di miglioramento delle condizioni ambientali spondali, anche con impiantumazioni e piccole opere di rimboschimento.

La progettazione del disinquinamento e recupero ambientale del lago di Barrea

La Regione Abruzzo, la Provincia dell’Aquila, la Comunità Montana zona M Alto Sangro e Altopiano delle Cinquemiglia, il Parco Nazionale d’Abruzzo hanno curato, nel 1990,  la progettazione del disinquinamento e recupero ambientale del lago di Barrea ai sensi della Legge 01/03/1980 n. 84.

Inoltre, l’Enel, rileva  la quota del livello dell’acqua e provvede a  misurare  ogni giorno  la temperatura dell’acqua e dell’aria, i millimetri di pioggia, lo spessore del manto nevoso e dell’eventuale strato di ghiaccio, e tanti altri dati climatologici ed ambientali  che, raccolti dall’Enel sono inviati agli uffici  preposti per l’alta sorveglianza delle dighe e dei fiumi.

La pecurialità ambientale

Con grande orgoglio possiamo affermare che, in virtù di tutte le predette sinergie, l’intera zona del lago di Barrea ha una sua pecurialità ambientale da sempre rispettata da tutti e che questo territorio è rigidamente controllato da tutte le forze preposte a questo scopo.

La fluttuazione delle acque, il livello di invaso, i rilasci a valle sono tutti elementi che l’Enel, fin dalla sua istituzione ha sempre osservato.

Infatti la diga esercita anche una funzione di laminazione delle piene.

Basti pensare che, in occasione dei campionati mondiali di pesca con la mosca che si svolgono a Castel di Sangro, l’Enel regimenta il rilascio a valle della portata condizionandolo ed adeguandolo a tale circostanza di concerto con gli organizzatori dell’evento.

Alcuni cenni storici sull’invaso di Barrea

Giova ricordare alcuni cenni storici sull’invaso di Barrea, creato con la costruzione della diga dal 1948 al 1952 ad opera del C.I.S. (Consorzio Idroelettrico del Sangro) dopo una lunga guerra amministrativa con l’allora Parco Nazionale d’Abruzzo e tanti Enti ed Autorità dell’epoca.

La necessità di produrre energia elettrica (eravamo ancora nel primo dopoguerra) prevalse su ogni logica di preservazione ambientale.

La proprietà passò alla S.M.E. (Società Meridionale di Elettricità) e poi all’Enel – Ente Nazionale per l’Energia Elettrica, con la legge sulla nazionalizzaione dell’energia elettrica.

Le diverse ristrutturazioni aziendale dello stesso Ente ha portato all’attuale proprietà.

I dati tecnici

Questi sono i dati tecnici caratteristici del serbatoio di Barrea:

  • Superficie del bacino imbrifero direttamente sotteso: 272 chilometri quadrati;
  • Portata media disponibile 5,25 mc./sec e utilizzabile 5,15 mc./sec;
  • Livello del massimo invaso 973 metri s.l.m.;
  • Livello di massimo svaso 955,00 m. s.l..m.;
  • Volume della diga 4500 metri cubi, di cui in calcestruzzo del corpo diga mc. 2100; e in calcestruzzo del pulvino e del taglione 2400 mc.;
  • Livello di massima piena 975 metri s.l.m.;
  • Capacità utile dell’invaso 23 milioni di metri cubi;
  • Capacità complessiva dell’invaso 24,3 milioni di metri cubi.

Come noto la centrale idroelettrica di Villa Santa Maria ha la funzione di immagazzinare 21.500.000 kwh di producibilità.

La Diga di Barrea

Da un punto di vista tecnico la Diga di Barrea ha una struttura a doppia curvatura, in calcestruzzo cementizio, in struttura simmetrica, con giunto perimetrale sopra il pulvino di fondazione, tracimabile nella parte centrale.

Il pulvino della diga, nella parte inferiore, si addentra per circa 30 metri, con struttura sagomata ad arco, nel materasso alluvionale, fino alla roccia di fondo della gola di erosione.

Il piano di coronamento ha la quota di m. 976,00 e, partendo da questo dato, la diga sul piano dell’alveo a valle ha un’altezza di metri 33,40.

Turismo,  ambiente e produzione di energia idroelettrica riescono a convivere in una sana condivisione e rispetto dei reciproci interessi.

 

La foto nell’articolo “Nuove specie di alghe scoperte nel lago di Barrea” è puramente indicativa

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